Blitz nella villa confiscata Sgomberata famiglia rom

Il nucleo di sei persone aveva continuato a occupare abusivamente l’abitazione Pettinari (vice presidente consiglio regionale): ora avanti con altre confische
PESCARA. È scattato lo sgombero, ieri mattina, per una famiglia rom che occupava la casa di via Monte Bertone numero 14, già oggetto prima di sequestro e poi di confisca. I sei occupanti, tra cui una adolescente, hanno dovuto lasciare l’immobile dopo l’arrivo di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale, arrivati sul posto di prima mattina con 118 e personale di Enel, Aca e Pescara Gas (che si sono occupati del distacco delle forniture).
Nasce tutto da lontano, come ricostruisce la questura. Nel 2011 polizia e guardia di finanza hanno avviato le indagini sulla famiglia Spinelli che viveva in quell’immobile e lo hanno fatto per via dei trascorsi criminali di alcuni componenti, ritenendo che ci fosse una sperequazione tra il reddito dichiarato e il patrimonio posseduto. Sulla base di quanto emerso si era arrivati alla confisca della casa, che è stata disposta a distanza di anni dalle indagini, il 26 aprile del 2018, perché nel frattempo sono stati conclusi i vari gradi di appello (Corte d’Appello dell’Aquila e Corte suprema di Cassazione). Ma non è servito a nulla: la famiglia ha continuato ad occupare quell’alloggio, entrato a far parte del patrimonio dello Stato e gestito dall’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Il 23 novembre 2018, nel corso di un sopralluogo, è emersa l’occupazione abusiva da parte dei sei componenti della famiglia rom per cui il 22 marzo di quest’anno l’Agenzia ha intimato il rilascio dell’immobile, da eseguire entro 120 giorni dalla data di notifica (avvenuta il 27 marzo, a tutti gli occupanti). E anche l’intimazione non ha avuto seguito: la famiglia è rimasta lì. Ecco perché il prefetto Gerardina Basilicata e il questore Francesco Misiti hanno promosso e organizzato lo sgombero, d’intesa con le altre forze dell’ordine. E ieri è scattato il blitz, che è proseguito per ore.
L’operazione, realizzata da un numero massiccio di uomini, non è affatto passata sotto silenzio, nella zona. Ha raccolto la soddisfazione dei cittadini il vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari. «I problemi di convivenza con alcune famiglie residenti in questa parte della città mi sono stati segnalati più volte dalle persone per bene, da chi vorrebbe vivere tranquillamente e senza pensieri e invece è costretto a subire una serie di comportamenti sgradevoli», in barba alle regole di buon vicinato e di convivenza civile, fa presente Pettinari. «Ben vengano le confische e gli sgomberi», prosegue il vice presidente del Consiglio regionale, «soprattutto quando riguardano persone e famiglie che hanno un patrimonio consistente, a livello di immobili, e si spostano con auto di valore e che rientrano nei presupposti della legge sulle confische. Purtroppo a Pescara c’è anche questo problema, oltre quello delle occupazioni abusive delle case popolari e dei reati commessi all’interno degli alloggi popolari. Dopo aver seguito questa vicenda, arrivata all’epilogo, mi auguro che si proceda anche con altre confische per le quali è stato avviato l’iter, e sarebbero alcune decine. L’auspicio è che vadano in porto e che questi beni entrino nel patrimonio pubblico».

