Bloccati gli scarichi nel fiume dalla fogna di via Gran Sasso

30 Marzo 2016

Alessandrini: finiti i lavori per destinare i reflui al depuratore Il Comune sollecita l’Aca su via Raiale, pagheranno le imprese

PESCARA. Un risultato c’è. Da oggi il collettore di acque reflue proveniente da piazza Pierangeli e via Gran Sasso non scaricherà più nel fiume Pescara. Si concludono in anticipo, rispetto al programma dei lavori dell’Azienda acquedottistica (Aca), le opere per far arrivare i reflui di questa zona ad una vasca di raccolta per poi precedere al successivo trasporto e smaltimento al depuratore di Pescara, in attesa che la rete venga collegata all’impianto di sollevamento del Dk15. La notizia arriva dal sindaco Marco Alessandrini, che guarda compiaciuto a primi esiti di un’opera «sistematica e costante» contro l’inquinamento di fiume e mare, avviata dopo l’estate dei veleni, quella del 2015, contrassegnata dalle polemiche per la mancanza di trasparenza su questo fronte.

La lotta all’inquinamento, che parte dal fiume e arriva al mare, comincia a produrre «risultati concreti» vale a dire «la mappatura di una parte degli scarichi abusivi nel Pescara e l’azione forte di contrasto» a chi sversa nel corso d’acqua, con «una tolleranza pari a zero». Alessandrini ricorda che questo è un problema vecchio, «che la città subisce da troppo tempo. Finalmente viene affrontato, dopo anni di inerzia» e gli obiettivi che si colgono non sono frutto della «bacchetta magica, che nessuno ha o ha avuto». Ora si va avanti su due fronti, guardando all’obiettivo della balneabilità del mare: da una parte si punta al «completamento delle opere strutturali di depurazione finanziate dalle Regione, che potranno dare ulteriori certezze», e dall’altro al «monitoraggio sul fiume e sul mare, già in atto da ottobre, che ho chiesto alla Capitaneria di porto e all’Agenzia regionale di tutela ambientale di proseguire ad aprile e maggio».

Sempre nell’ambito dei lavori in corso e da realizzare il vice sindaco Enzo Del Vecchio ha chiesto all’Aca, con una lettera inviata venerdì, di procedere speditamente, in vista dell’estate, con la realizzazione del sistema di raccolta delle acque reflue in corrispondenza del nucleo industriale di via Raiale, in modo da mettere fine agli sversamenti illegittimi nel fosso Acquaviva. Ha anche ricordato che è necessario completare la linea di raccolta delle acque nere da Fosso Acquaviva a San Giovanni Teatino. Per l’intervento su via Raiale, sottolinea Del Vecchio, l’Aca può contare su un salvadanaio importante, messo a disposizione dagli aderenti all’Unione degli industriali, pronti a offrire il progetto preliminare e a garantire un contributo economico del 50 per cento delle spese.

«Si sta lavorando come mai era accaduto prima per incidere sulle condizioni del fiume e del mare, quanto meno nel territorio che riguarda il nostro comune», fa notare Del Vecchio ricordando che ci sono altre opere in corso per intercettare gli scarichi e convogliarli al depuratore. «Noi speriamo che sia l'anno della ripartenza. Ci siamo mossi da zero, prima non si sapeva neanche dove fossero gli scarichi, eppure queste informazioni avrebbero dovute averle in molti, dai Comuni alla Provincia passando per l'Aca e la Regione. Ora potremmo parlare di altro se si fosse intervenuto per tempo e con organicità anche in passato. Comunque stiamo raggiungendo obiettivi che potevano sembrare insperati, e la Regione sta facendo la sua parte per il potenziamento dei depuratori, investendo somme consistenti. Mi auguro che vedremo i giusti frutti, e se una parte dei risultati la raccoglieremo a breve, gli altri arriveranno in futuro», aggiunge Del Vecchio rispondendo al grido di allarme lanciato dai balneatori, preoccupati per l’andamento della prossima stagione. «Più di questo non possiamo fare», conclude, «e contiamo su una assunzione di responsabilità delle altre amministrazioni e di chi si affida alle fosse imhoff».

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