Bloccati i i fondi all’associazione che fa assistenza ai ragazzi Down

PESCARA. L’associazione regionale Down Abruzzo (Arda) è in attesa da due anni di ricevere i rimborsi delle spese sostenute per l’assistenza ad otto ragazzi disabili. Si tratta di 155.344 euro che la...
PESCARA. L’associazione regionale Down Abruzzo (Arda) è in attesa da due anni di ricevere i rimborsi delle spese sostenute per l’assistenza ad otto ragazzi disabili. Si tratta di 155.344 euro che la Regione avrebbe dovuto già erogare nel 2016 all’associazione per la partecipazione al progetto Radar.
A denunciare il caso sono stati ieri due esponenti del Movimento 5 Stelle, il deputato Gianluca Vacca e il consigliere regionale Domenico Pettinari, in una conferenza stampa in cui erano presenti la presidente dell’associazione Liliana Profeta, il presidente uscente Pierluigi De Rosa e alcuni ragazzi. Pettinari si è già occupato in passato di questa questione e, nel marzo scorso, ha anche presentato un’interrogazione al presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso e all’assessore alle politiche sociali Marinella Sclocco. «Ma non ho ottenuto risposte», ha detto Pettinari. In pratica, l’esponente dei 5 Stelle ha chiesto se «corrisponda al vero che l’associazione regionale Down Abruzzo deve ancora ricevere il rimborso di oltre il 50 per cento delle spese sostenute e rendicontate, pari a 155.344 euro, nell’ambito del percorso di residenzialità e di autonomia per otto ragazzi disabili realizzato attraverso il progetto Radar e cosa si intenda fare per risolvere tale situazione». Ieri Il Centro ha cercato di mettersi in contatto con l’assessore per avere una sua replica, ma il suo telefonino era irraggiungibile.
In pratica, su un finanziamento previsto di 277.000 euro, sarebbe stata erogata meno della metà. «Questa situazione», ha spiegato Pettinari, «oltre a produrre gravi effetti nei bilanci, ha impedito all’associazione di dare seguito con proprie risorse alle attività progettuali, costringendola, nonostante il successo del progetto e il gradimento delle famiglie coinvolte, alla dimissione delle otto persone disabili coinvolte nelle sperimentazioni delle residenzialità». «Per pagare gli stipendi ai dipendenti», ha rivelato la presidente, «siamo stati costretti a chiedere un anticipo alle banche». Un prestito che ora deve essere onorato. «È assurdo che un’associazione che svolge un servizio pubblico non debba avere i fondi promessi», hanno commentato Pettinari e Vacca.

