Bloccati in vacanza in Grecia: salgono a 24 i ragazzi pescaresi

16 Luglio 2021

Ai 15 giovani in quarantena, si sono aggiunte 10 studentesse del Da Vinci in viaggio dopo la maturità Alloggiano nello stesso albergo. Ma uno di loro è ripartito. La Farnesina al lavoro per farli tornare

PESCARA. Bloccate a Corfù, in Grecia, anche un gruppo di dieci studentesse pescaresi, tutte diciottenni. Sono alloggiate nello stesso albergo, il Bintzain Inn di Kerkira, dove da martedì sera sono “reclusi”, per completare la quarantena, i 15 ragazzi di Montesilvano, Pianella e Pescara, sei dei quali contagiati e tre colpiti nelle ultime ore da forte stato febbrile, 39 e mezzo. Uno ha accusato problemi agli occhi. Ieri i ragazzi, studenti e lavoratori, hanno ricevuto i medicinali inviati in Grecia dalle famiglie per far fronte alle necessità del momento.
Dei quindici ragazzi isolati in albergo, un diciannovenne di Montesilvano, in possesso di green pass e negativo al tampone è riuscito a partire con il volo di mercoledì sera dall’aeroporto di kerkira (lo stesso che avrebbero preso tutti se non fosse scattata l’emergenza sanitaria) ed è tornato a casa. Toccano quota 24 (erano 25), i giovani (tra i 18 e 21 anni, tra cui un 17enne) in isolamento dopo aver contratto il virus nell’isola al largo della costa nord-occidentale della Grecia, nel Mar Ionio. Tutti erano andati per godersi giorni spensierati dopo le fatiche degli esami di Stato, ma la villeggiatura si è trasformata in un inferno e da giorni sono chiusi dentro le stanze di un hotel senza poter uscire, al massimo fuori da un balcone da dove comunicano urlando, o attraverso i messaggini sul cellulare, con gli amici di sventura.
Intanto si mobilita la Farnesina. L’ambasciata d’Italia ad Atene ha provveduto ad informare le famiglie dei ragazzi sull’iter procedurale relativo ai protocolli anti Covid in vigore nel Paese balcanico. Per la quarantena, si legge in una nota dell’Unità di crisi, «è previsto un periodo di dieci giorni di isolamento per i casi di testata positività e 14 per i contatti prossimi di persone risultate positive a test di controllo».
Del gruppo delle studentesse, tutte compagne di classe al liceo Da Vinci, sei sono risultate positive al Covid. Le altre quattro hanno due tamponi negativi, ma tutte insieme (due per stanza) stanno completando i 14 giorni di quarantena nell’hotel greco. Sono partite da Pescara il 2 luglio scorso alla volta del porto di Bari, dove hanno preso il traghetto per Corfù. Sarebbero dovute tornare a casa otto giorni dopo, ma la vacanza premio dell’esame di Maturità (concluso con eccellenti risultati, 110 e lode), è diventata un inferno dopo la scoperta del contagio e l’isolamento sull’altra sponda dell’Adriatico. Sole, lontano dagli affetti e dai genitori, preoccupatissimi e in ansia, con i quali si mantengono costantemente in contatto, cercano di farsi forza l’un l’altra in attesa del 25 luglio, giorno in cui, terminata la quarantena, potranno «lasciare per sempre» l’isola greca.
«Abbiamo paura di ammalarci tutti», è la preoccupazione di uno studente universitario 19enne che racconta la sua odissea da una delle stanze d’albergo «occupato da un centinaio di contagiati, provenienti da Parma e altre località italiane. Ormai siamo in tanti, qui, a cercare di far passare il tempo il più velocemente possibile. Siamo dotati di un termometro per la misurazione della temperatura. Chi peggiora viene portato con un ambulanza in ospedale, curato e riportato indietro». «Stiamo bene noi negativi, solo un po’ di tosse. Invidiamo il nostro amico che è riuscito a partire: ci ha detto, in bocca al lupo. Qui ci sentiamo in trappola», conclude il ragazzo pescarese, «voglio solo tornare a casa e mangiare gli arrosticini».