Bocciodromo, da 15 anni è una scatola vuota

4 Settembre 2015

Di Stefano presenta la sua sesta interrogazione consiliare per fare luce sull’opera incompiuta

MONTESILVANO. Un’attesa che dura da 15 anni. Il bocciodromo di via Chiarini è una delle opere incompiute più longeve della città. Opera che, a oggi, resta «una scatola vuota». Torna a puntare il dito contro quella che definisce «la grande incompiuta della politica del non fare», Gabriele Di Stefano.

Il consigliere del gruppo misto è autore di diverse interrogazioni sul mancato completamento dei lavori al bocciodromo. L’ultima è di agosto. «Tutte rimaste inascoltate» precisa. «La convenzione relativa alla costruzione del complesso residenziale Ranalli 2000 è stata firmata, appunto, all’inizio del nuovo millennio, e prevedeva la realizzazione dell’impianto sportivo-ricreativo. Da quella firma, sono trascorsi 15 anni ma i lavori sono fermi e la sorte del bocciodromo resta molto incerta. Si sono sentite solo promesse, sempre disattese».

Di Stefano ripercorre le interrogazioni presentate negli anni agli amministratori che si sono avvicendati alla guida della città. «La prima risale al 2009. L’allora assessore Tereo De Landerset rispose che “l’amministrazione era arrivata a una conclusione della situazione”. Alla seconda interrogazione, del 2010, De Landerset parlò di accordi di programma malamente redatti dalla giunta del sindaco Gallerati, ma venne assicurato che il tutto si sarebbe risolto in pochi mesi».

Il terzo documento sul caso bocciodromo è del 2012. «L’assessore D’Ignazio garantì il pagamento delle ditte nel primo semestre del 2013, e che si sarebbe proceduto all’ultimazione dei lavori nello stesso periodo di tempo». Due le interrogazioni sul completamento dell’impianto presentate, invece, nel 2014. «La quinta interrogazione è stata discussa in Consiglio comunale lo scorso marzo. In quella sede, fu ribadita la volontà di realizzare l’opera, anche alla luce della copertura finanziaria da parte della Provincia, e assicurato che i lavori sarebbero partiti entro 60 giorni».

Le opere, però, sottolinea Di Stefano, «non sono riprese e il bocciodromo di via Chiarini è ancora una scatola vuota. Resta solo tanto sconforto davanti all’incapacità degli amministratori di assicurare il bene comune. Con questa nuova interrogazione, la sesta, mi rivolgo al sindaco Maragno perché faccia chiarezza: quest’opera tanto attesa sarà davvero realizzata o la città aspetterà invano?».

Rosa Anna Buonomo

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