Bollette acqua, rimborsi per 70 mila euro

5 Febbraio 2015

Protesta a Manoppello per gli acconti richiesti dall’Aca: «Il Comune ha già incassato, dia i soldi indietro»

MANOPPELLO. Il Comune di Manoppello dovrà restituire ai contribuenti circa 70 mila euro come rimborso degli anticipi di garanzia versati dagli utenti del servizio idrico che prima era appannaggio del Comune e che, adesso, è passato alle competenze dell’Aca.

Il caso è venuto alla ribalta ora che gli utenti si sono visti richiedere in bolletta dall’Aca il deposito cauzionale calcolato in base al consumo storico dell’utenza nell’arco di un trimestre. Si tratta di somme che vanno dai 40 ai 60 euro per semestre che potranno essere riaccreditate solo in caso di domiciliazione bancaria della bolletta. Fatto sta che adesso i manoppellesi devono anticipare un pagamento che in realtà hanno già effettuato al Comune e che avrebbero dovuto avere già indietro poiché secondo le vigenti normative, non si può pagare due volte lo stesso anticipo per il servizio.

Il caso sarà in discussione al prossimo consiglio comunale su mozione presentata dalla consigliera di opposizione Barbara Toppi che chiede il rimborso immediato degli anticipi di garanzia che il Comune avrebbe dovuto già restituire all’atto della cessazione della sua gestione del servizio idrico. «Nel 1990 la somma da versare a titolo di anticipo», spiega la Toppi, «era di 24.880 lire (più Iva); negli anni questa cifra è aumentata, fino ad arrivare ai 41,88 euro richiesti agli ultimi utenti del servizio idrico, prima del passaggio della rete idrica all’Aca, avvenuta nel 2012. E poiché è fuori dubbio che su una stessa fornitura non si possa richiedere il versamento di due cauzioni, il Comune che ha cessato la gestione deve restituire le somme di cui è in possesso. Nel suo provvedimento, l’Autorità per l’energia elettrica, gas e servizio idrico», fa notare la consigliera, «aveva già previsto una tale evenienza, specificando, però, che qualora il gestore avesse già in passato incassato delle somme dagli utenti come “anticipo sui consumi” o “anticipo di garanzia”, avrebbe dovuto trattenere a titolo di deposito cauzionale tali somme, chiedendo la differenza qualora la somma da versare fosse stata superiore a quella versata o provvedendo a restituire i soldi se l’utente avesse versato una somma superiore». L’Aca però è nell’impossibilità di procedere ai conguagli in quanto le somme versate non gli sono state passate poiché non previste dall’accordo sottoscritto. «Perciò», incalza Toppi, «ora il Comune deve provvedere senza indugio alla restituzione degli importi anticipati dai cittadini. Qualora ci fossero resistenze, annuncio che mi farò promotrice di un’azione legale nei confronti dell’ente municipale».

Walter Teti

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