Bonaccini fa il pieno: «Il Pd deve tornare a parlare alla gente»

12 Dicembre 2022

Il candidato alla segreteria: «Sanità e istruzione le priorità Con me stop alle correnti e voglio un partito unito e coeso»

PESCARA. Se Stefano Bonaccini, candidato alle primarie nella corsa alla segreteria nazionale del Partito democratico, aveva bisogno di un riscontro, a Pescara l’ha avuto. Una sala consiliare stracolma, con oltre 400 persone assiepate per ascoltarlo, è la dimostrazione lampante di un desiderio di rinascita di un partito che ha preso una batosta storica alle ultime elezioni e che vede assottigliare il proprio consenso, almeno stando agli ultimi sondaggi. In Bonaccini molti vedono una speranza. Stando almeno agli interventi che hanno preceduto il presidente dell’Emilia Romagna.
La giovane democratica Pia Finoli, 17 anni, la sindaca di Spoltore, Chiara Trulli, Francesca Buttari, presidente del consiglio comunale di Francavilla, Rita Innocenzi, ex Cgil, società civile, e Umberto Coccia, segretario del circolo tematico Nuova Pescara hanno rivolto appelli su vari temi, ma da tutti è arrivato l’invito «a far rinascere il Partito democratico».
A moderare i lavori Leila Kechoud, vice segretario provinciale di Pescara. Tra i big erano presenti, tra gli altri, l’onorevole Luciano D’Alfonso, il capogruppo del Pd in consiglio regionale Silvio Paolucci, e poi Stefania Pezzopane, Giuseppe Di Pangrazio, Tommaso Ginoble, il sindaco di Chieti, Diego Ferrara, e tanti altri tra sindaci e amministratori abruzzesi provenienti dalle quattro province.
«Se diventerò segretario», ha osservato Bonaccini, «non esisteranno più le correnti che da opinione sono diventate di potere. Io vengo da una famiglia umile, ho attraversato tutti i passaggi di dirigente e amministratore, vengo dalla storia del Pci, che non rinnego. Guardo a un partito nuovo, che torni a parlare di problemi, che consideri centrali temi come la sanità e l’istruzione, abbandonati durante la campagna elettorale per le politiche. Non sentirete da me una parola negativa sulle mie avversarie alle primarie, Elly Schlein e Paola De Micheli. Il partito democratico deve superare le divisioni interne che ci hanno penalizzato e tornare a fare politica».
Sul fronte sanità, Bonaccini precisa: «Dalla destra al governo, lo si vede dalla legge di bilancio, viene una idea di sanità diversa dalla nostra: non mi pare che per loro quella pubblica sia centrale. Non vedo un impegno per i professionisti della sanità, medici e infermieri. C'è bisogno di una riforma complessiva. Io per esempio cambierei il numero chiuso a Medicina, dipendente attualmente da un test d’ingresso è demenziale, la selezione si può fare negli anni successivi».
Un sassolino dalla scarpa, poi, se lo toglie quando afferma che «non era mai successo che leader nazionali del partito non si fossero candidati nei loro territori. Anche in collegi difficili si può perdere bene e contribuire al voto nazionale aiutando il partito. Se sarò io il segretario, e prendo qui l’impegno, questo non succederà più. Anche i voti di chi perde possono aiutare il risultato complessivo del Pd».
Al Terzo Polo e al Movimento 5 Stelle lancia l’invito «a fare opposizione al centrodestra e non al partito democratico». Poi Bonaccini si è spostato a Teramo per un incontro all’hotel Abruzzi, anche questo molto affollato.
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