Bonifica Bussi, invocata la conferenza dei servizi

12 Marzo 2015

BUSSI SUL TIRINO. Il sindaco Salvatore Lagatta e l'assessore regionale all'Ambiente Mario Mazzocca, scrivono al direttore generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche Maurizio...

BUSSI SUL TIRINO. Il sindaco Salvatore Lagatta e l'assessore regionale all'Ambiente Mario Mazzocca, scrivono al direttore generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche Maurizio Pernice, informando anche al governatore Luciano D'Alfonso, il vice Giovanni Lolli e il commissario delegato del bacino del fiume Aterno, Adriano Goio, per chiedere la convocazione urgente della conferenza dei servizi, che dovrà affrontare l'esame del progetto complessivo di bonifica e messa in sicurezza delle aree esterne e interne del sito Solvay.

L'iniziativa parte dalla conferma e dalle rassicurazioni ricevute dal commissario Goio circa la presentazione del progetto entro fine mese. Un atto quello di Lagatta e Mazzocca, costellato da viva speranza, poiché la presentazione e l'approvazione del progetto costituisce «l'ultimo passaggio» per avviare le opere di bonifica del sito su cui è prevista la reindustrializzazione, e di poter finalmente procedere alla compilazione e alla sottoscrizione di un accordo di programma, propedeutico alla reindustrializzazione del sito di Bussi.

I due amministratori ricordano infatti, come previsto dalle normative vigenti, che «le opere di bonifica e messa in sicurezza dovranno essere prioritariamente attuate sulle aree industriali e dismesse e nei siti limitrofi, al fine di consentirne la reidustrializzazione».

Ci si attende che il direttore Pernice convochi la conferenza dei servizi entro la prima settimana di aprile. Una data importante, perché costituirebbe il punto di svolta a otto anni dalla scoperta della discarica Tremonti subito definita come una delle più grandi d'Europa, sia per estensione che per contenuti di sostanze inquinanti. Beninteso, che quel sito non c'entra con il processo di reindustrializzazione, ma rappresenta l'avvio delle indagini sul territorio che poi hanno messo in luce l'inquinamento nell'area degli stabilimenti chimici e a quelle esterne denominate 2A e 2B.

«L'accordo di programma» ricorda Lagatta «dovrà contenere la condivisione delle opere di messa in sicurezza e bonifica delle aree esterne e interne (da parte di ministero dell'Ambiente, Comune, Provincia, Regione) con priorità per le aree interne per le quali sono stati elaborati piani di reindustrializzazione già confermati, il passaggio delle aree Solvay al Comune di Bussi, il passaggio di proprietà degli impianti da Solvay ai nuovi imprenditori, le garanzie da parte degli investitori sui progetti presentati e accordi «sociali» a tutela dei lavoratori.

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