«Bonifica, così si rischia di far saltare l’appalto»

Bussi, i consiglieri comunali Salvatore e Laneve intervengono in merito alle contestazioni mosse da M5s, Forum H2O e Sinistra sui siti inquinati
BUSSI SUL TIRINO. Alla denuncia del Forum H2O, all'esposto del Movimento 5 Stelle e all'interrogazione al ministero dell'Ambiente della Sinistra Italiana, tutti attinenti la legittimità dell'acquisizione delle aree contaminate, da parte del Comune di Bussi, ribattono i consiglieri municipali Paolo Salvatore e Diego Laneve.
Oggetto del contendere la gara d'appalto sui siti destinati ai progetti reindustrializzazione e le motivazioni che hanno indotto il ministero, prima a sottoscrivere l'accordo di programma per la bonifica (comprendenti le aree 2a e 2b) e la discarica Tremonti, poi a cambiare idea su una procedura bloccata, perché «non consentita».
«Ci rivolgiamo al Forum dell'H2O, al deputato Vacca del M5s con i consiglieri regionali Marcozzi e Pettinari, alla senatrice Loredana De Petris e Daniele Licheri, di Sinistra Italiana: tutti sembrano, non conoscere il decreto legislativo 225 del 2010, secondo cui "le opere e gli interventi di bonifica e messa in sicurezza dovranno essere prioritariamente attuati sulle aree industriali dismesse e siti limitrofi, al fine di consentirne la reindustrializzazione". È un argomento sviscerato e chiarito più volte. Non capiamo dunque il motivo per cui viene riproposto, a meno che il vero obiettivo non sia far saltare la gara d'appalto e impedire la bonifica». I due amministratori ricordano che la Tremonti sarà bonificata dal MasterPlan della Regione con 80milioni di euro, mentre la bonifica delle 2a e 2b e delle aree limitrofe per 9 ettati sarà fatta a spese dell'inquinatore, che spetta alla Provincia di Pescara indicare. L’inquinatore dovrà rifondere i 46 milioni di euro della gara d'appalto, che se venisse interrotta, come i ricorrenti richiedono, non basterebbero per pagare progettisti della bonifica e le imprese che hanno partecipato alla gara, tra l'altro indetta dal commissario Adriano Goio nel 2015. A bonifica compiuta, il Comune potrà utilizzare un'area pulita per la reindustrializzazione. Al contrario, se non fosse proprietario, l'area resterebbe a Solvay e questo davvero sarebbe un bel regalo per il privato» affermano Salvatore e Laneve, i quali sottolineano ancora come una sentenza del Consiglio di Stato preveda la non responsabilità dell'acquirente in caso di subentro di titolarità suin un sito inquinato. Da considerare che la gara d'appalto prevede l'11% di ribasso (5 milioni) da poter utilizzare ancora sul sito e la Regione ha dato la propria disponibilità a finanziare eventuali nuovi interventi».
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