Bonus bollette da seicento euro: le aziende aiutano i dipendenti

10 Ottobre 2022

Il governo Draghi ha previsto un sostegno per pagare le spese delle forniture di acqua, luce e gas  È esentasse e a disposizione di quei datori di lavoro che vogliono contribuire al supporto del reddito

L’AQUILA. Un contributo da 600 euro per pagare le bollette di acqua, luce e gas. È una delle carte messe in campo dal governo Draghi per contrastare gli effetti del caro energia sui bilanci delle famiglie. Il bonus bollette, esentasse, è a disposizione dei datori di lavoro che vogliono contribuire al supporto del reddito dei loro dipendenti in questo periodo di difficoltà. Il contributo è previsto dal decreto Aiuti bis, che ha modificato la soglia di non concorrenza reddituale dei “fringe benefit”, ovvero dei contributi erogati in forme diverse dal denaro e dei quali si può tenere traccia nelle buste paga, che vengono assegnati ai dipendenti. La soglia è stata portata da 258,23 a 600 euro. Il decreto ha esteso, inoltre, i rimborsi anche alle bollette delle utenze di luce, gas e servizio idrico.
LE AZIENDE
Per il datore di lavoro si tratta di soldi interamente deducibili, che vanno a ridurre l’imponibile fiscale della società. Per il lavoratore sono somme nette, non soggette a contribuzione, che quindi non generano aumenti della pensione, né a prelievo fiscale. Ma i lavoratori possono usare queste somme solo in ambiti specifici. In questo caso i paletti sono chiari: nel decreto si parla di “rimborsi per il pagamento delle utenze domestiche di acqua, luce e gas”. Come scrive la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro nella pubblicazione “Il bonus bollette e la nuova soglia per i fringe benefit del 2022”, il decreto stabilisce che «limitatamente al periodo d’imposta 2022, non concorrono a formare reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti, nonché le somme erogate o rimborsate ai medesimi dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale entro il limite complessivo di euro 600». In sostanza, il datore di lavoro può rimborsare direttamente in busta paga le bollette di acqua, luce e gas dei dipendenti.
CHI PUò USUFRUIRNE
Si tratta di quei “compensi in natura” che non vengono erogati sotto forma di denaro, costituiti da beni e servizi che appaiono visibili all’interno della busta paga. Con il decreto Aiuti bis a questi beni e servizi sono state aggiunte, in via del tutto eccezionale, anche le bollette. Secondo l’Osservatorio Welfare 2022 di Edenred, l’anno scorso i fringe benefit hanno costituito il 34% dei consumi di welfare. Il bonus non può essere richiesto, ma è concesso e rimborsato liberamente dall’azienda privata al lavoratore dipendente.
Le somme erogate sono escluse dalla formazione del reddito di lavoro dipendente ai fini Irpef, entro appunto il limite di 600 euro. In deroga alla disciplina generale, le aziende possono anche fornire benefit oltre i 600 euro nell’anno d’imposta 2022. L’eccedenza, tuttavia, sarà soggetta a imposizione fiscale.
COME VIENE EROGATO
Il contributo, a discrezione dell’azienda, può essere erogato in due modi: in busta paga, con il lavoratore che riceve il bonus direttamente come rimborso spese, presentando le fatture e le ricevute di pagamento o come erogazione diretta, con l’azienda che versa direttamente le somme al fornitore della somministrazione del servizio. Una procedura che appare più complessa per le aziende. Nei calcoli del governo questa misura, limitata per il momento ai soli lavoratori del settore privato, vale qualcosa come 81,9 milioni. Intanto, per gli autonomi si stanno studiando soluzioni diverse che possano fronteggiare, almeno in parte, la crisi economica legata al caro energia: considerando l’avvicendamento in corso e la formazione del nuovo governo, l’adozione di queste misure potrebbe essere affidata al prossimo esecutivo.
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