Bonus per le vacanze La regione è settima

21 Agosto 2020

Finora 7mila richieste in 117 strutture. Ecco come averlo

PESCARA. L’Abruzzo si colloca al 7° posto in Italia nella classifica nazionale delle regioni dov’è stato speso il Bonus vacanze, la misura introdotta dal governo (e valida fino al 31 dicembre di quest’anno) a sostegno dell’economia turistica. Classifica che arriva a un mese dall’introduzione del sostegno economico. In Abruzzo, dove sono 117 le strutture nelle quattro province che lo accettano, sono stati usati 7.142 bonus vacanze per una spesa complessiva di 3.387.041 euro. Meglio hanno fatto solamente Veneto, Calabria, Campania, Toscana, Puglia ed Emilia Romagna.
UN PO’ DI NUMERI
Circa un milione le famiglie (con reddito Isee sotto ai 35mila euro) per le quali è stato erogato sostegno attraverso l’app “IO”. Aiuto voluto dal ministero dei Beni culturali e del Turismo (da 150 a 500 euro a seconda del numero dei componenti), per un valore di circa 450 milioni di euro. Al momento sono 140mila le famiglie che hanno già speso il bonus erogato, per complessivi 60 milioni di euro.
ECCO LA MAPPA
Le prime tre regioni in cui si sono concentrate le spese sono l’Emilia Romagna con 20.725 bonus utilizzati per un valore di 9.579.766 euro, la Puglia con 12.296 bonus e un valore di 5.826.153 euro e la Toscana dove sono stati utilizzati 9.414 bonus per 4.340.801 euro. Nell’insieme, in queste tre regioni è stato utilizzato più di un terzo dei bonus erogati. La Lombardia segna 5.825 bonus usati per un valore di 2.719.161 euro, superata dal Veneto con 7.710 bonus e 3.569.302 euro, mentre il Piemonte conta appena 717 bonus e 313.474 euro. Il Trentino Alto Adige raggiunge i 6.170 bonus utilizzati per 2.843.089, il Friuli Venezia Giulia segna invece 1.233 bonus per un valore di 564.520 euro e la Liguria arriva a 2.240 bonus per 994.218 euro. Nelle Marche sono stati usati 5.479 bonus per 2.556.179 euro e in Umbria 610 bonus e 270.772 euro. Per quanto riguarda le regioni del Mezzogiorno, in Molise sono stati 293 i bonus usati per 137.207 euro, in Basilicata 1.370 bonus per 646.897 euro, in Campania sono stati usati finora 8.246 bonus per 3.769.487 euro, mentre in Calabria sono stati 7.859 i bonus per un valore di 3.737.661. In Sicilia, invece, a oggi sono stati usati 6.026 bonus vacanze per 2.753.184 e, infine, in Sardegna i bonus sono stati 6.026 per 2.753.184 euro. Non sono stati forniti i dati di Lazio e Valle d’Aosta.
C’È ANCORA TEMPO
La richiesta può essere fatta fino al 31 dicembre 2020, mentre le spese vanno effettuate da luglio a fine anno. La domanda si fa solo attraverso l’app “IO” legata alla piattaforma della pubblica amministrazione PagoPa. La cifra cui si ha diritto varia a seconda della composizione del nucleo familiare. Quindi si va da un minimo di 150 euro per una famiglia mononucleare, cioè di una singola persona, ai 300 euro per una famiglia composta da due persone, fino ai 500 euro destinati ad una famiglia composta da più di due persone.
COME SPENDERLO
Si tratta di uno sconto per i servizi ottenuti dalla struttura ricettiva (alberghi, B&B e altro) e vale l’80% del bonus. Il restante 20% diventa una detrazione di imposta sulla dichiarazione dei redditi. L’agevolazione serve esclusivamente per pagare servizi offerti da alberghi, agriturismi, bed&breakfast in Italia. Non può essere utilizzato con servizi come AirBnb o Booking.com o altri simili. Le spese devono essere sostenuta in un’unica soluzione e per i servizi ricevuti da una singola impresa. Devono essere inoltre tutte documentate con fatture o ricevute fiscali che contengano il codice fiscale di chi usufruisce dell’agevolazione.
COME FUNZIONA LA APP
Per ottenere il bonus bisogna necessariamente scaricare la app gratuita “IO” (https://io.italia.it). È necessaria però avere l’identità digitale Spid o la carta d’identità digitale. Una volta ottenuto l’ok alla propria richiesta fatta attraverso la app, la cifra viene caricata sul proprio profilo con l’importo e il Qr Code associato da comunicare all’albergatore che lo inserirà con il corrispettivo dovuto in un’apposita sezione del sito dell’Agenzia delle entrate e da lì verrà calcolato lo sconto cui si ha diritto. Per l’esercente la cifra si traduce in un credito d’imposta di pari importo. L’esercente potrà anche cedere – totalmente o parzialmente – il suo credito a terzi per il pagamento di beni e servizi, sono inclusi anche istituti di credito o intermediari finanziari.