Boom di assunti per i lavori domestici

Effetto Covid sui nuovi contratti: in Abruzzo sono stati 9.374 nel 2020. Quasi raddoppiati rispetto al 2019
Nel 2020, anno caratterizzato dall’inizio della pandemia di Covid e dalla conseguente crisi economica, l’Abruzzo ha fatto registrare un +41,4 per cento di assunzioni di lavoratori domestici, per un totale di 9.374 nuovi contratti nel settore.
Una crescita quasi raddoppiata rispetto al 2019, e che si inserisce all’interno di un trend nazionale molto positivo, in questo senso, soprattutto per quanto riguarda le regioni del centro e del sud Italia. Sempre per quanto riguarda l’Abruzzo, invece, sono state 6.979 le cessazioni dei rapporti di lavoro, in ambito domestico, con una crescita dell’8,8 per cento rispetto al 2019. I dati, riportati dall’osservatorio “Domina”, ed elaboratori sui numeri dell’Inps, fanno registrare un saldo netto di +2395 in favore delle assunzioni. In particolare, esaminando i dati per mese, si evidenzia come le assunzioni abbiano registrato un picco a marzo 2020 (durante il primo lockdown e l’inizio della pandemia), ma anche nei mesi di ottobre e novembre 2020, cioè quelli in cui sono entrate in vigore le nuove restrizioni anti Covid, e sono venuti a galla primi effetti della regolarizzazione dei lavoratori stranieri voluta dal governo.
Secondo l’osservatorio “Domina”, si tratta di picchi riconducibili alla regolarizzazione di lavoratori domestici di vario tipo (colf e badanti soprattutto) ed evidentemente connessa agli sviluppi della pandemia. Per molti lavoratori domestici, infatti, con le misure restrittive di quei periodi critici sarebbe stato molto difficile proseguire regolarmente l’attività lavorativa. L’effetto Covid si è dunque abbattuto sul lavoro domestico, dando una mano nell’emersione dei contratti irregolari.
La sintesi del rapporto “Domina”, dunque evidenzia che le restrizioni hanno pesantemente influito sulle scelte delle famiglie, che hanno preferito avviare nuovi contratti di lavoro per avere la certezza della presenza del lavoratore in casa. A questo si è aggiunta la “sanatoria” (inserita nel decreto “Rilancio”), destinata a produrre effetti più massicci nei prossimi mesi del 2021.
Questo andamento di assunzioni e cessazioni porta ad avere saldi positivi in quasi tutte le regioni, con alcune peculiarità per le zone del centro e del sud Italia.
A livello nazionale, come si è detto, l’incremento principale è stato registrato a marzo, ottobre e novembre 2020. Le assunzioni domestiche, quasi raddoppiate in Abruzzo, sono cresciute parecchio in regioni come la Basilicata, la Puglia, e la Campania, (che ha fatto registrare addirittura un+66 per cento). Interessante notare anche il rapporto tra il 2019 e il 2020 per tipologia di lavoro: il saldo assunzioni-cessazioni nel 2019 è trainato dalla componente “badante” per oltre il 77 per cento, mentre nel 2020 il rapporto si è invertito, con le “colf” che dominano per oltre il 64%. Le motivazioni possono ricercarsi in due fattori: normalmente la badante lavora un maggior numero di ore e rappresenta una figura più stabile per una famiglia datore di lavoro, per cui il lavoro informale è meno diffuso in questa categoria rispetto alle colf, che lavorano invece solo poche ore a settimana.

