Borsacchio, va in porto la contromossa del Pd

19 Gennaio 2024

Spunta un emendamento contro il blitz di Forza Italia che ha ridotto la Riserva E si apre anche il fronte-architetti sulla legge Urbanistica che blocca i Comuni

L’AQUILA. Il contro-blitz dell’opposizione va a segno. Un atto agganciato sul filo di lana a una proposta di legge, che nulla ha a che fare con il Borsacchio, apre una breccia nel piano della maggioranza che sulla Riserva tagliata di Roseto non è granitica. La contromossa di Pd e M5S, andata in scena ieri in Regione, durante le commissioni congiunte Bilancio e Salute, è un emendamento contrario a quello del centrodestra con cui la minoranza chiede di neutralizzare il colpo di scure inferto al Borsacchio la notte del 28 dicembre in Consiglio regionale.
Riportare i confini dell'area protetta agli storici 1.100 ettari: questo l’obiettivo dei consiglieri Dino Pepe, Silvio Paolucci, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Francesco Taglieri, Sandro Mariani, Giorgio Fedele, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi, Barbara Stella e Americo Di Benedetto. Che cercano di recuperare posizioni e sorpassare a sinistra Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, dopo essere stati presi di sorpresa alle 3 di quella notte di fine anno quando il Borsacchio è stato ridotto del 98% e portato a 24 ettari.
«Il taglio dei confini è stato adottato in maniera irrituale e irrispettoso dei territori e delle comunità», tuonano le opposizioni che ieri, nella seconda delle due commissioni, quella specifica sull’Ambiente presieduta dal Leonardo D’Addazio (FdI), hanno ottenuto un’apertura da parte del centrodestra. «Vorrei che qui ci fosse il primo firmatario del nostro emendamento», si sarebbe lasciato sfuggire il leghista Fabrizio Montepara, riferendosi a Emiliano Di Matteo (Forza Italia). E sempre la Lega (leggi Emanuele Imprudente) ha completato l’analisi delle 77 osservazioni al Pan (Piano di assetto naturalistico) nella commissione congiunta composta dal Comune di Roseto e dal Dipartimento regionale all’Agricoltura.
Come dire: la mano destra non sa quello che fa … la mano destra.
Gli avversari di Pd e M5S hanno peraltro già depositato, lunedì scorso, una proposta di legge che però non ha i tempi necessari per essere portata in aula il 30 gennaio, nell’ultimo Consiglio della legislatura, prima del voto per le regionali del 10 marzo. Da qui l’idea di imboccare la scorciatoia dell’emendamento che ha colto a sua volta di sorpresa il centrodestra. Tanto che ieri, nella commissione D’Addazio, la seduta è stata temporaneamente sospesa. Per poi riprendere con l’ammissione dell’emendamento salva-Borsacchio che sarà votato martedì prossimo quando in maggioranza i nodi verranno al pettine.
Non trova invece spazio, per ora, un altro appello di interesse vasto, lanciato dagli architetti e riferito alla recente legge urbanista regionale che tornerà in Consiglio a fine mese per essere ritoccata, su proposta del presidente Lorenzo Sospiri, ma non nella parte che preoccupa l’Unitel (Unione Nazionale Tecnici Enti Locali). «La nuova legge sul governo del territorio, in vigore da 21 dicembre, rischia di modificare radicalmente l’impostazione dei piani regolatori comunali, eliminando previsioni di espansione spesso strategiche per lo sviluppo del territorio urbanizzato», scrive l’architetto Raffaele Di Marcello, presidente della sezione Abruzzo della sigla di categoria professionale. «La perimetrazione del territorio urbanizzato riporterà a zona agricola tutte le aree soggette a pianificazione attuativa per le quali non sia stata già stipulata convenzione e non dotate di infrastrutture per l’urbanizzazione primaria», spiega l’Unitel, «tagliando gran parte delle previsioni di espansione dei Prg vigenti, anche se contenenti opere strategiche per lo sviluppo e la dotazione di servizi per le città. Comprendiamo la necessità di preservare un bene prezioso come il suolo e lo spirito della norma, ma contestiamo l’esproprio, di fatto, della potestà pianificatoria dei Comuni che dovranno obbligatoriamente riapprovare nuovi piani urbanistici, affrontando spese notevoli, vedendo di fatto limitata l’attività edilizia in attesa del nuovo piano».
L’Unitel quindi chiede alla Regione Abruzzo di rivedere la norma nel prossimo Consiglio Regionale. Ma a pensarci bene la legge Borsacchio e la norma Urbanistica un nesso ce l’hanno: la prima cancella una Riserva, la seconda punta al consumo zero del suolo. Cioè l’una è il contrario dell’altra. La mano destra, come si diceva, non sa quello che fa la mano destra.
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