Brico, 12 addetti su 32 dicono sì a tre anni di mobilità volontaria

22 Novembre 2014

Città Sant’Angelo, alcuni preferiscono indennità e pagamento di dodici mensilità nette nel timore che l’azienda possa chiudere

SANT’ANGELO. Scattano i licenziamenti alla Brico center Italia di Città Sant'Angelo, come annunciato qualche tempo fa a causa delle difficoltà che incontra l'azienda con un fatturato in calo rispetto al passato.

Da martedì prossimo, nel punto vendita del Pescarese, ci saranno 12 addetti in meno, su un organico complessivo di 32 unità. I 12 si sono fatti avanti volontariamente e se si è arrivati a questa conclusione è a seguito di una trattativa con il sindacato, la Fisascat Cisl, rappresentata da Davide Frigelli. I lavoratori che hanno accettato di lasciare il posto dopo la dichiarazione degli esuberi da parte dell'azienda, otterranno ciascuno 12 mensilità nette più il preavviso (da una mensilità in su) e saranno posti in mobilità per tre anni, percependo la relativa indennità.

L'ipotesi del ricorso all'ammortizzatore sociale della solidarietà, proposta inizialmente da Frigelli per scongiurare i licenziamenti e mantenere l'organico nel suo complesso, è stata quindi accantonata. Analizzando l'accordo raggiunto per questo punto vendita, Frigelli parla di una soddisfazione a metà. «C'è una soddisfazione solo parziale» commenta il sindacalista «perché non si sono verificati dodici licenziamenti coercitivi, forzati. Ma tutto il resto è negativo. Questa è la dimostrazione di un tessuto commerciale inerme, alla deriva. E a questa considerazione se ne aggiunge un'altra, che mi pare molto toccante: trovare 12 volontari, 12 persone che accettano il licenziamento è quasi impensabile, invece qui è successo perché c'è sfiducia da parte dei lavoratori. Evidentemente, c'è il sentore che le cose vadano davvero male e quindi, in questa fase, si ritiene più conveniente licenziarsi e percepire tre anni di mobilità che restare. E questo accade», aggiunge, «perché serpeggia la paura che si chiudano i battenti prima dei tre anni. Questa vicenda è indicativa della situazione che stiamo vivendo».

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