Brioni, dimissioni a sorpresa Va via il capo Risorse umane
Penne. Pierpaolo Petrucci, in azienda dal 1999, gestì la vertenza di due anni fa D’Addazio (Cisl): «Sindacati e lavoratori perdono un interlocutore affidabile»
PENNE. Fulmine a ciel sereno in casa Brioni. Da qualche giorno pare che il manager Pierpaolo Petrucci abbia dato le dimissioni da responsabile delle risorse umane della maison d’alta moda vestina. Petrucci, in Brioni dal 1999, ha lavorato sempre nelle risorse umane: fino al 2005 come HR Specialist e poi, dal 2006, assumendo le redini da “Amministrator manager” delle risorse umane. Chi lo ha conosciuto e chi ha lavorato al suo fianco lo descrive come un professionista competente, ma soprattutto come una persona molto sensibile nei confronti del personale dell’azienda. «Aspettiamo che la notizia venga ufficialmente confermata, anche se purtroppo pare proprio di sì. Se così fosse», commenta Leonardo D’Addazio, operatore sindacale della Femca Cisl Abruzzo-Molise, «i sindacati e i lavoratori perderebbero un interlocutore valido e affidabile. Una memoria storica di ciò che è stata la Brioni e di ciò che è oggi. Ripeto, qualora fossero confermate le dimissioni, sarebbe interessante conoscere e capire le motivazioni che hanno spinto a una scelta del genere una persona così legata al nostro territorio. Mi auguro che dopo i tanti sacrifici fatti dai lavoratori con i tagli degli orari e quant’altro, l’azienda programmi un futuro più dignitoso per gli operai riportandoli a 36 ore».
Pierpaolo Petrucci in qualità di dirigente delle Risorse umane ha dovuto gestire una delle fasi più critiche della storia di Brioni: con sette anni di ammortizzatori sociali e un anno di riduzione di orario per gli operai. Vertenze, proteste ed esuberi. Da febbraio a luglio 2016, quando è stata chiusa la vertenza, sono uscite da Brioni circa 100 unità lavorative e in circa mille hanno accettato la riduzione di orario. Un risultato e un sacrificio che ha permesso di scongiurare circa 400 esuberi. Successivamente sono uscite ulteriori 20 unità lavorative, portando oggi Brioni da 1400 a 1200 dipendenti circa. Dopo il passaggio di Brioni nel gruppo Kering, nel 2012 i vertici dell’azienda constatarono una sovrapproduzione rispetto alle commesse. Una mole di lavoro non più giustificata dalle vendite. Nonostante le difficoltà relative alle riduzioni di personale ed orari, Petrucci è sempre stato apprezzato dai sindacati e dagli stessi lavoratori. Contattato telefonicamente Petrucci ha preferito non dire nulla sull’argomento. «In questi anni il percorso con Petrucci è stato di stima reciproca» commenta il segretario provinciale Cgil Filctem, Antonio Perseo. «Sulle motivazioni di questa scelta non ci è stato comunicato nulla, speriamo di trovare un dirigente competente come Petrucci».
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