Brioni, lunedì un altro vertice in Regione
Penne. Convocato il tavolo della trattativa sulla vertenza dei 139 esuberi. I sindacati invocano garanzie
PENNE. Prosegue la vertenza dei lavoratori Brioni. Per lunedì prossimo, alle 15, è convocato un nuovo tavolo di lavoro nella sede dell'assessorato alle Attività produttive della Regione Abruzzo, in via Passolanciano, a Pescara, tra la dirigenza della Maison d'alta moda pennese, le associazioni sindacali dei lavoratori e i rappresentanti della Regione.
«Abbiamo bisogno di garanzie. Da Stato e Regione vogliamo certezze sugli ammortizzatori sociali, mentre all'azienda chiediamo che alla mobilitazione volontaria non facciano seguito i licenziamenti. Le uniche uscite dalla Brioni devono essere legate alla volontà dei lavoratori», sottolinea Domenico Ronca, segretario Filctem Cgil. La speranza è che le nuove attività di insourcing, con la rimodulazione degli orari e il sacrificio chiesto ai lavoratori, possano abbassare ulteriormente la soglia degli esuberi prevista dai vertici aziendali.
In base al piano industriale presentato dall'amministrarore delegato, Gianluca Flore, per il 2018 è previsto un aumento delle vendite, con un passaggio da 31mila a 35 mila capi venduti. La crescita di Brioni, oltre che dal rilancio dell'abito formale, dovrà per forza di cose passare anche attraverso le scelte del nuovo direttore creativo, l'australiano Justin O'Shea, che dal 1 aprile ha sostituito Brendan Mullane.
Il passo avanti registrato nell'ultimo tavolo tecnico convocato in Regione, con gli esuberi ridotti da 402 a 139 Fte (full time equivalenti) non soddisfa ancora. I 139 full time equivalenti possono essere calcolati grosso modo in circa 154 lavoratori, e la cifra potrebbe essere ancora più elevata nel caso venissero messi in uscita più part-time rispetto ai lavoratori a 40 ore. (f.bel.)
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