Brucchi: non esulto ma c’era bisogno di questa norma

13 Novembre 2016

TERAMO. Non se la sente di esultare, ma l’inserimento di Teramo nel cratere sismico sarà comunque un sostegno fondamentale per uscire presto dall’emergenza. Il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi...

TERAMO. Non se la sente di esultare, ma l’inserimento di Teramo nel cratere sismico sarà comunque un sostegno fondamentale per uscire presto dall’emergenza. Il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi valuta così il provvedimento contenuto nell’ultimo decreto sul sisma del 30 ottobre.

Si aspettava questo esito?

«Ne avrei fatto volentieri a meno, ma purtroppo la situazione in città tale per cui l’inserimento del cratere risulta una conseguenza logica. I danni sono tanti e purtroppo aumenteranno con l’andare avanti delle verifiche, per cui ho fatto tutto quello che era nelle mie possibilità per ottenere il riconoscimento arrivato anche grazie alla sensibilità delle istituzioni interessate».

Il risultato è arrivato, come lo valuta?

«Non c’è da esultare, ma si tratta di una risposta che prende atto delle difficoltà create dal terremoto nella nostra città. Si sono creati i presupposti perché questo avvenisse. Dopo il terremoto del 2009 all’Aquila non abbiamo chiesto di entrare nel cratere perché non sarebbe stato giusto, i danni non giustificavano un’iniziativa genere: questa volta è andata in modo diverso, i danni sono risultati subito evidenti».

Teramo avrà comunque agevolazioni meno estese rispetto anche ad altri centri della provincia, che ne pensa?

«E’ giusto così, condivido la nuova visione di sgravi puntuali introdotta dal decreto. Mi pare opportuno che a Teramo, come negli altri centri maggiori, l’esenzione totale da tasse e contributi riguardi solo chi ha perso tutto e non ha più casa né attività. I danni, comunque, saranno risarciti dimostrando il nesso tra causa ed effetto».

Cosa cambia con l’inserimento nel cratere?

«Abbiamo uno strumento che permetterà di semplificare e accelerare le procedure necessarie. Basti pensare che alcuni contributi per l’autonoma sistemazione riferiti ai danni del 2009 stanno arrivando adesso. Anche per questo abbiamo istituito l’Ufficio sisma in uno spazio definitivo dove si concentreranno tutti i servizi e le attività soprattutto nella gestione della fase successiva alla prima emergenza».

Quali saranno i prossimi passi?

«Aspettiamo la pubblicazione dell’ordinanza che renderà operativi gli aspetti contenuti nel decreto. La leggeremo molto attentamente e inizieremo subito a lavorare cogliendo lo stimolo che ci permetterà di superare tutte le difficoltà. Vanno definiti percorsi chiari per i cittadini, altrimenti si rischia di fare solo confusione e di non risolvere nulla. C’è molto da fare, servirà un grande impegno: sono pronto ad affrontare anche questo». (g.d.m.)