Brucia azienda di solventi Residenti barricati in casa

1 Ottobre 2024

Scuole chiuse in 6 comuni: Pineto, Silvi, Roseto, Atri, Notaresco e Morro d’Oro

PINETO. Le immagini da apocalisse rimbalzano in tempo reale sui telefonini insieme agli appelli a non uscire di casa e la nube nera che oscura il cielo di Pineto diventa croce di tutti con il suo carico di veleni.
È un attimo quando, poco dopo le 16, il rogo devasta i capannoni della Kemipol Srl, azienda che produce solventi e diluenti, con colonne di fiamme e fumo visibili a chilometri di distanza che bloccano strade e terrorizzano tutti. Dallo stabilimento della zona industriale di Scerne è un fuggi fuggi generale e solo quando operai e impiegati si ritrovano fuori la certezza che non ci siano vittime finisce sui primi verbali a raccontare quello che avrebbe potuto essere e che solo per un caso non è stato nel Paese delle stragi sul lavoro.
Tutto intorno solo fumo e fiamme fino a tarda notte con decine di pompieri arrivati da tutto Abruzzo, con i tecnici dell’Arta, l’agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, impegnati a fare i rilievi sulle conseguenze per la salute pubblica e per l’ambiente, con sindaci e funzionari della Protezione civile che per ore hanno continuato ad invitare i cittadini non uscire di casa e a tenere le finestre chiuse. A Pineto, Silvi, Roseto, Atri, Morro d’Oro e Notaresco oggi le scuole resteranno chiuse, in queste località è scattata, per ora a scopo precauzionale, già l’interdizione di raccolta di verdura e frutta e il divieto di utilizzare i condizionatori. E non solo. Qui da ieri sera i sindaci hanno raccomandato di uscire con le mascherine. A Pineto oggi saranno sospese tutte le attività produttive presenti nella zona artigianale e nel raggio di due chilometri. Anche a Pescara la Protezione civile ha consigliato di chiudere le finestre. I sindaci di Pineto Alberto Dell’Orletta, rimasto sul posto fino a tarda notte, quello di Roseto Mario Nugnes e quello di Atri Piergiorgio Ferretti sono stati i primi ad avvisare i cittadini a rimanere in casa con messaggi via social.
Le fiamme si sono sviluppate all'interno di un capannone di circa 2.400 metri quadrati adibito al deposito di solventi infiammabili. Da una prima ricostruzione sembra che a causare tutto sia stata l’esplosione delle batterie di un muletto. L'incendio ha prodotto una notevole quantità di calore che ha causato il crollo di ampie porzioni della copertura che, secondo voci fino a ieri sera non confermate, sarebbe di eternit. Per garantire una rapida azione di spegnimento sono intervenute quattro autopompe, quattro autobotti, un'autobotte chilolitrica, un furgone Nbcr (per rischio nucleare, biologico, chimico e radiologico), un'autoscala, un furgone per il trasporto di autorespiratori, un furgone con scorte di liquido schiumogeno e pompieri da Teramo, Nereto, Roseto, L’Aquila e Pescara. L’intervento è stato resto particolarmente complesso dalla presenza nel deposito di consistenti quantitativi di liquidi infiammabili. Per ore i vigili del fuoco hanno lavorato con getti d’acqua e schiuma. Con l’uso di decine di idranti i pompieri hanno raffreddato l’area dei serbatoi interrati contenenti liquidi infiammabili che per ore ha rappresentato un ulteriore fattore di rischio. Non è escluso che nelle prossime ore, subito dopo i primi rapporti dei carabinieri, il pm di turno possa aprire un fascicolo di indagine per accertare cause e responsabilità. Per ora c’è spazio solo per la paura di quelle che potranno essere le conseguenze. Per tutti.
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