Buche e viabilità a rischio Ai Colli l’ira dei residenti

La mappa delle zone senza marciapiedi, tra asfalti rotti e incroci pericolosi I cittadini: «Che fine hanno fatto i proventi dell’autovelox tolto due anni fa?»
PESCARA. Strade strettissime a doppio senso, con le automobili costrette a fermarsi a un angolo per lasciare transitare gli autobus di linea, come in via Colle Innamorati, senza marciapiedi né cordoli per garantire la sicurezza dei pedoni. E poi gli specchi parabolici per aumentare la visibilità agli incroci pericolosi rotti da tempo, come in strada vicinale Camerlengo o in via Valle Furci, buche grandi come crateri che si aprono nelle varie traverse che si arrampicano perpendicolari a via di Sotto (via Calvise, via Cipriani, via Bindi ecc.) e asfalti rifatti solo a metà come in via Colle di Mezzo. Il quartiere, come raccontano gli stessi residenti riuniti nel coordinamento Pescara Colli, costituito sull’onda emotiva delle proteste per l’autovelox installato dall’amministrazione comunale tra febbraio e agosto 2021 che aveva portato a emettere migliaia di sanzioni se si superava il limite di 30 chilometri orari lungo via di Sotto, è «in abbandono» e le sue strade «versano in uno stato imbarazzante». Di qui la richiesta della portavoce Michela Di Stefano al sindaco Carlo Masci di «utilizzare i soldi delle multe per mettere in sicurezza l’intero quartiere».
Sono diversi i punti pericolosi individuati dai cittadini. L’incrocio tra via Colle Marino, via Colle di Mezzo e strada Pandolfi. Via Colle Innamorati, dove le automobili continuano a sfrecciare anche oltre il limite di 50 chilometri orari, con il rischio di incidenti a causa dello spazio della carreggiata risicato. Il doppio senso di marcia, infatti, impone alle automobili che incrociano un altro mezzo o un autobus della Tua di fermarsi più volte nei tratti più stretti (come all’altezza dell’intersezione con via Monte Rotondo o via Calvise) per dare la precedenza al veicolo proveniente dal lato opposto della strada. «È una zona pericolosa che non si può percorrere a piedi», spiega Michela Di Stefano, presidente del coordinamento Pescara Colli, «non ci sono cordoli di sicurezza per limitare la velocità. I più a rischio sono gli anziani: qualcuno è caduto, perché qui non ci sono nemmeno i marciapiedi o i cordoli di sicurezza». Le stradine laterali che da via Colle Innamorati tagliano la collina immettendosi in via di Sotto sono costellate da buche. «È imbarazzante», prosegue Di Stefano, «ci sono voragini che sembrano crateri e stradine ridotte come una groviera che non sono mai state toccate dagli asfalti. Noi residenti continuiamo a batterci affinché gli incassi delle multe per l’autovelox trappola siano utilizzati per sistemare il quartiere e non per rattoppare via Marconi o altre zone del centro. C’è una legge che dovrebbe essere applicata».
Il problema del traffico si somma alla mancanza di infrastrutture (pochi mezzi pubblici e con orari ridotti) e al degrado (una vera e propria discarica occupa l’area della fermata dell’autobus in strada Colle Scorrano). «Su via di Sotto», prosegue la presidente del coordinamento Pescara Colli, «il traffico è aumentato tantissimo negli ultimi 40 anni, ma non sono migliorate le infrastrutture. L’unico progetto realizzato è l’attraversamento pedonale davanti alla scuola Virgilio, fatto dalla precedente amministrazione. Per il resto, tutte promesse a vuoto: nel quartiere, dopo la rimozione dell’autovelox non si è visto più nessuno. Avevamo chiesta una piazza e un punto di aggregazione. L’amministrazione del sindaco Masci aveva assicurato di pedonalizzare largo Madonna, trasformandola in una zona 30, un progetto che avrebbe dato valore a tutta la zona oggi trasformata in parcheggio, ma che non è mai partito. Un’altra promessa disattesa è via Valle Fuzzina, la cui rigenerazione è ancora attesa dai residenti».

