Bue di San Zopito: niente folla ma la tradizione è salva

LORETO APRUTINO. «È una delle tradizioni alle quali i loretesi sono più legati: non poteva non esserci»: il sindaco Gabriele Starinieri ricorda quanto San Zopito sia importante per il paese, e perché,...
LORETO APRUTINO. «È una delle tradizioni alle quali i loretesi sono più legati: non poteva non esserci»: il sindaco Gabriele Starinieri ricorda quanto San Zopito sia importante per il paese, e perché, anche in tempo di coronavirus, pur ridotti al minimo, i momenti essenziali della festa abbiano avuto luogo.
Ieri in particolare c’è stato il rito del bue, cavalcato da un bimbo vestito di bianco e accompagnato da zampognari e rappresentanti della Compagnia dei Vetturali. In pochissimi hanno sfilato nel centro storico, fino alla chiesa di San Pietro Apostolo che custodisce le reliquie del patrono di Loreto fin dal 1711.
Stavolta però è mancata la folla delle grandi occasioni. «Per la nostre feste patronali solitamente si riuniscono in paese anche tre o quattromila persone, e molti arrivano anche da fuori», sottolinea il sindaco, «ma purtroppo quest’anno abbiamo dovuto tenere tutti lontani, e ci siamo dovuti accontentare di trasmettere via internet la sfilata».
Problemi di assembramento non ce ne sono stati: «Avevo chiesto ai miei concittadini di rispettare tutte le norme in vigore, e da questo punto di vista c’è stata grande collaborazione. È stata una cosa simbolica», sottolinea Starnieri, «ma meglio di niente: sarebbe stata la prima volta per Loreto senza questa tradizione».
La commemorazione di San Zopito continua oggi, con le messe celebrate dal parroco don Cesare Krzyzyk. In questo caso viene trasmessa in diretta streaming, sulla pagina Facebook “VestinaWebTv” in collaborazione col Comune, la funzione delle 19. (a.r.)
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