Buoni spesa, 9 milioni all’Abruzzo Primi fondi disponibili da domani

31 Marzo 2020

Distribuiti a famiglie indigenti attraverso le associazioni di volontariato, i Comuni preparano gli elenchi I sindaci possono aprire conti corrente per raccogliere donazioni e incrementare gli aiuti alimentari

PESCARA. Dovrebbero arrivare da domani i fondi destinati dallo Stato per aiutare, in questi giorni in cui le attività sono sospese e all’emergenza sanitaria si affianca anche l’emergenza economica, chi «non ha i soldi per fare la spesa», come ha spiegato il premier Conte. Aiuti per comprare immediatamente beni di prima necessità, da distribuire tramite le associazioni di volontariato agli indigenti che non possono fare affidamento su altri sostegni pubblici. I Comuni, attraverso i settori sociali, stanno stilando gli elenchi. Dei 400 milioni anticipati dal governo sul Fondo di solidarietà comunale, all’Abruzzo saranno destinati poco più di 9 milioni di euro, da dividere tra i vari Comuni in base ai criteri stabiliti dall’ordinanza della Protezione civile del 29 marzo. La ripartizione tiene conto sia del reddito pro capite, sia del numero degli abitanti del comune: l’80% del fondo totale verrà distribuito in base alla popolazione e l’altro 20% si concentrerà nelle zone più povere, tenendo in considerazione il parametro ricavato dalla forbice fra il reddito pro capite del Comune e il reddito medio nazionale. Il contributo minimo spettante a ciascun Comune non può essere inferiore a 600 euro che in Abruzzo si verifica solo per Roio del Sangro. Una volta che i fondi saranno arrivati a destinazione, saranno i sindaci e i servizi sociali comunali a individuare le famiglie in necessità a cui riservare il buono spesa. I Comuni potranno anche aprire dei conti correnti per raccogliere le donazioni defiscalizzate di generi alimentari, buoni acquisto o buoni sconto da parte di privati, produttori e distributori. Tali donazioni godranno di una detrazione d’imposta pari al 30%, per un importo non superiore a 30mila euro. Le risorse assegnate al fondo dall’ordinanza e le eventuali donazioni raccolte potranno essere destinate dai Comuni all’acquisto di buoni spesa da utilizzare per generi alimentari di prima necessità. I Comuni potranno inoltre scegliere di acquistare direttamente i generi alimentari e i beni di prima necessità e distribuirli ai più bisognosi, oppure avvalersi, per questo compito, di enti del terzo settore. Nell’ordinanza viene specificato che per lo svolgimento delle attività di distribuzione dei generi alimentari non ci saranno restrizioni agli spostamenti del personale e dei volontari del terzo settore.
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