Buoni spesa, scattano le denunce per chi ha dichiarato il falso

Da martedì ripartono i controlli sulle domande: chi non aveva diritto ai ticket ora dovrà restituirli Terminata la consegna anche dei pacchi alimentari, il Comune ha risparmiato in totale 300mila euro
PESCARA. Sarà tolleranza zero per i furbetti che hanno dichiarato il falso per ottenere i buoni spesa dal Comune. La linea dura è stata annunciata ieri dall’assessore alle politiche sociali Adelchi Sulpizio. «Il lavoro di consegna dei buoni spesa è stato praticamente completato», ha detto, «da martedì prossimo riprenderanno i controlli sulle domande presentate, in particolare quelle che sono state accettate. Ci sono cinque dipendenti del Comune addetti agli accertamenti. Chi dovesse aver compilato un’autodichiarazione falsa per ottenere i ticket, incorrerà in sanzioni pesanti. I furbetti verranno denunciati alle autorità competenti e dovranno restituire i i buoni spesa ottenuti». Nel caso in cui dovessero averli già spesi, dovranno rimborsare l’intera somma ricevuta dal Comune.
E di situazioni irregolari ne sono state già scoperte diverse, nonostante siano state scartate 900 domande su un totale di 3.163. Qualcuno avrebbe presentato una doppia dichiarazione a proprio nome e a quello della moglie. Qualcun altro si sarebbe dimenticato di essere già beneficiario del reddito di cittadinanza o dell’indennità di cassa integrazione. E c’è anche chi ha presentato domanda pur percependo un reddito da lavoro dipendente superiore al limite stabilito.
Intanto, ieri il sindaco Carlo Masci si è recato nella sede del Centro operativo comunale (Coc) al museo Colonna, in via Gramsci, per consegnare personalmente i buoni spesa ai ritardatari, ossia a coloro che non sono riusciti ad andarli a prendere venerdì scorso nelle strutture comunali. I ticket potranno essere ritirati anche nei giorni successivi al Coc, a partire da martedì dalle 8 alle 20. Per informazioni, telefonare allo 085/4283400. Sempre ieri è avvenuta anche la consegna a domicilio dei pacchi alimentari. La spesa sostenuta dal Comune per questa operazione si aggira sui 645.000 euro, più o meno la cifra assegnata dal governo. Gli altri 300.000 euro stanziati in più dall’amministrazione verranno rispalmati sui capitoli per il sociale del bilancio, da dove erano stati prelevati.
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