«Burocrazia asfissiante» Medici e pazienti in piazza

27 Settembre 2017

La Asl applica la direttiva regionale e dispone una nuova procedura per la richiesta di pannoloni e altri dispositivi: «Difendiamo 2500 malati»

PESCARA. Stanchi di essere considerati alla stregua di “passacarte”, doversi limitare a firmare ricette e impegnative «inutili» per visite specialistiche, rivendicando invece la credibilità nel ruolo attivo di cura e, non ultimo, in difesa dei loro pazienti, i medici di famiglia scendono in piazza.
Nel mirino dei medici di assistenza primaria della Asl di Pescara aderenti alle sigle sindacali Fimmg, Smi e Snami c’è l’ultimo eccesso di burocrazia che riguarda l’applicazione di una determina dirigenziale della Regione che obbliga i cittadini affetti, ad esempio, da incontinenza urinaria a rinnovare annualmente l'autorizzazione per usufruire della fornitura di traverse e pannoloni, utilizzando nuovi modelli e procedure.
Ovvero riattivare tutte le procedure per attestare di avere una patologia cronica e grave che necessita di dispositivi medici monouso come pannoloni ma anche cateteri, sacche per stomia, medicazioni, cannule tracheali e altro ancora. Questo comporta che il paziente, o chi lo assiste, debba riavere tutte le prescrizioni dal medico di base, le impegnative per visite specialistiche dunque da richiedere e fare, girare per uffici per ottenere la modulistica da riempire, fare altre file per riconsegnarla. Con i tempi che tutto questo giro comporta, che si può quantificare in mesi. Ogni anno. Per un problema di salute cronico. La circolare della Regione è rivolta a tutte le Aziende sanitarie locali dell’Abruzzo, ma viene applicata solo da quella di Pescara, dove il problema riguarda oltre 2500 persone malate e i loro familiari.
Così oggi, dalle ore 12,30 alle 14, medici di famiglia e pazienti manifesteranno sotto alla sede della Direzione generale e sanitaria della Asl del capoluogo adriatico, in via Paolini (vecchio edificio dell'ospedale). «Siamo stanchi di combattere contro norme burocratiche inutili che creano solo problemi agli assistiti e agli stessi medici», si legge nella nota delle sigle sindacali. «Siamo andati mille volte in regione e alla Asl per esporre il problema», spiega Nicola Grimaldi, presidente regionale del sindacato dei medici di famiglia, «chiedendo di derogare dalla determina come fanno nelle altre Asl, e di farci fare il nostro lavoro: noi conosciamo i nostri pazienti e le loro patologie, li abbiamo in cura da anni e sappiamo di cosa hanno bisogno, perché non è sufficiente la nostra attestazione per farli accedere ai vari dispositivi, senza stressarli con infinite richieste e la compilazione di una modulistica ottusa, fatta di crocette in risposta a domande assurde? Non so quanti saremo oggi, perché la maggior parte di noi è impegnata negli ambulatori al mattino, e anche i pazienti, sa non tutti sono in grado di fare un sit in, ma il problema è sentito e riguarda davvero tanta gente».
«Il cittadino si vede quotidianamente rifiutare un suo diritto perché gli addetti all'autorizzazione di detti presidi monouso, appellandosi a questa direttiva regionale, continuano ad respingere le richieste non corredate da ulteriori modelli formulati dalla Regione Abruzzo», si legge ancora nella nota. «A nulla sono valsi continui e ripetuti incontri con la Direzione sanitaria della Asl di Pescara, che non arriva ancora ad una determinazione ufficiale. I medici, nel frattempo, hanno sempre continuato a prescrivere i pannoloni ed altri presidi agli assistiti aventi diritto, utilizzando il ricettario Ssn e riportando diagnosi ed estremi indispensabili per la fornitura. Si chiede alla Asl di Pescara di allinearsi alla condotta delle altre tre Asl abruzzesi, accettando le prescrizioni dei medici di famiglia per le proroghe delle forniture agli assistiti incontinenti e di utilizzare gli specialisti di branca per le prime forniture».
«Parleremo con loro e risolveremo questo disagio», assicura Valterio Fortunato, direttore sanitario della Asl pescarese, «La direttiva regionale c’è e non possiamo ignorarla, ma vedremo di agevolare gli utenti, stiamo pensando alla consegna della modulistica a domicilio».
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