Bussi, sciopero dei negozi per chiedere la bonifica

Doppia protesta del comitato di residenti: serrata in paese e sit-in sotto la Regione La Cgil: primi passi delle istituzioni dopo 8 anni di immobilismo, basta perdere tempo
BUSSI SUL TIRINO. Manifestazione questa mattina sotto la sede della Regione all’Aquila e, a Bussi, serrata dei negozi e dei bar e niente mercato settimanale del martedì. Protesta così il comitato cittadino Bonifichiamo e Reindustrializziamo Bussi per sollecitare la convocazione della conferenza dei servizi al ministero dell’Ambiente finalizzata alla sottoscrizione dell’accordo di programma propedeutico alla bonifica e all’occupazione del sito da parte di un nuovo investitore. Perché il sit-in sotto la Regione? Perché la Regione è parte in causa rilevante nel procedimento di avanzamento della pratica Bussi, da troppo tempo ferma. Il comitato si presenterà con tanto di striscioni e, al seguito, ci saranno residenti, disoccupati, lavoratori, bambini e nonni non solo di Bussi, ma di tanti altri centri della Val Pescara.
All’iniziativa del comitato bussese fa eco la segreteria Filctem-Cgil di Pescara che ha discusso e approfondito, unitamente alla Camera del Lavoro, la doppia vertenza ambientale/occupazionale del polo chimico di Bussi. Le parti sociali hanno accolto «con favore la pubblicazione, da parte del commissario Adriano Goio, del bando per l’individuazione della ditta che procederà alla bonifica delle aree 2A e 2B, esterne allo stabilimento», si legge in una nota, «dopo un periodo di circa 8 anni dal rinvenimento della mega discarica contraddistinto da un totale immobilismo».
Il sindacato, con l’obiettivo di muovere le acque stagnanti e sveltire le procedure, pone tre interrogativi ai quali vorrebbe una risposta in un tavolo di lavoro che dovrebbe essere il vice presidente della Regione Giovanni Lolli a convocare. A Solvay, che aveva posto il termine del 31 ottobre per eseguire a proprie spese la messa in sicurezza del sito industriale, la Cgil chiede «di conoscere se vi sia ancora interesse ad attendere le proposte istituzionali o si stia adoperando autonomamente ed in quale direzione»; al commissario Goio «se le attività di bonifica, trattandosi di aree private, sono state poste “in danno” del responsabile dell’inquinamento o si stia procedendo alla gara indipendentemente dalla valutazione di tale aspetto o ancora se si procederà alla spesa del fondo pubblico dei 50 milioni di euro indipendentemente dalla rivalsa nei confronti dei responsabili del disastro ambientale; infine alle istituzioni coinvolte se sia necessaria la sottoscrizione dell’accordo di programma anche da parte degli investitori o se sia più semplice avviare una trattativa privata tra acquirente e cedente per velocizzare la reindustrializzazione e la ricollocazione delle maestranze da anni in condizioni di criticità».
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