C’è chi ha perso cento ombrelloni
In ballo da 5 anni anche il riconoscimento dello stato di calamità per l’inquinamento
PESCARA. «De Cecco ha fatto bene a far valere i propri diritti contro le resistenze della pubblica amministrazione, adesso mi auguro che tutti i 19 Comuni della costa abruzzese da Martinsicuro fino a San Salvo si adeguino automaticamente a quanto sancito dal Tar di Pescara, specialmente le zone più danneggiate dall’erosione, e non succeda come per la class action che abbiamo promosso per vederci riconosciuto l’abbattimento del canone demaniale a causa dei gravi fenomeni di inquinamento del mare e dei continui divieti di balneazione». Con queste parole il presidente del Sib, il sindacato dei balneatori della Confcommercio Riccardo Padovano, commenta la recente sentenza dei giudici amministrativi e ricorda la precedente battaglia legale degli imprenditori del mare contro lo Stato, il Comune e l’agenzia del demanio. Una battaglia che, a cinque anni di distanza, si è persa tra i rivoli della burocrazia, dei pareri emessi e delle infinite richieste di documenti integrativi chiamati a dimostrare l’effettiva riduzione della clientela e il riconoscimento dello stato di calamità naturale.
«Sono arrivati a chiederci persino gli scontrini delle consumazioni di quell’anno», sottolinea Padovano, «è incredibile come un cittadino, un imprenditore, il cui diritto sacrosanto a ottenere l’abbattimento del 50 per cento del canone demaniale in caso di calamità naturale è scritto dalla legge statale 494 del 1993, debba ricorrere a fiori di avvocati e di prìncipi del foro per ottenere giustizia. In caso contrario, anche se loro non lo dicono per dignità, le imprese rischiano di fallire».
Padovano cita, come esempio, il caso dello stabilimento balneare di famiglia “Baia delle sirene” a Francavilla.
«Quest’anno abbiamo riscontrato una diminuzione fino a un terzo della spiaggia a causa dell’erosione e delle forti mareggiate. Siamo passati da 155 a 55 ombrelloni complessivi. Ma nonostante ciò, abbiamo dovuto pagare il canone demaniale per intero. Noi la domanda di ricalcolo l'abbiamo presentata e, in caso di accettazione dopo i riscontri dei tecnici del Comune e le misurazioni effettuate dalla Guardia costiera, varrà per la stagione successiva. Tuttavia mi chiedo perché tanta resistenza da parte di un ente, come il Comune, che nulla ha a che vedere con il canone demaniale, visto che i soldi non entrano nemmeno nel proprio bilancio». (y.g.)
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