C’è anche una ragazza nella banda degli scooter

Città assediata dai furti, ma il sindaco rassicura: «Colpi in calo rispetto al 2015» Acciuffato un ladro entrato al Manthoné per forzare un distributore automatico
PESCARA. Hanno ingaggiato una sfida alle telecamere. E alla giustizia che scarcera con facilità incensurati e condannati senza sigillo di Cassazione. Hanno movenze da ragazzi e uno di loro - nonostante i modi tutt’altro che femminili - potrebbe essere una lei.
È la pista imboccata dalla polizia per dare un volto alla coppia che, con uno scooter sfasciavetrine, va in giro per la città a svuotare i fondi cassa dei negozi. Bilancio provvisorio dei raid: sette colpi in due giorni tra il centro e Porta Nuova, senso d’impunità a mille e bottino da ladri al debutto, spiccioli o poco più, da dividere per due.
Se fosse la pista giusta, potrebbe essere dunque una ragazza, con il casco a camuffarle l’identità, a guidare lo Scarabeo - bianco e arancione quelli registrati dalle telecamere, probabilmente rubati - che infligge i primi colpi agli ingressi dei negozi, mentre il complice, certamente un maschio come testimoniano le immagini riprese dal Caffè Carducci, interviene in un secondo momento per buttare giù la vetrata.
Provocano danni per migliaia di euro in cambio di un “incasso” ridicolo, ma tanto basta ad aumentare il crescente senso di disagio di una cittadinanza la cui percezione di sicurezza è in fase di rapida dissolvenza, in un cortocircuito alimentato dalla presenza sempre più incontrollata di disperati, di poveri sempre più molesti, sempre più numerosi e totalmente al di fuori delle minime regole del decoro. Anche in pieno giorno.
Lo testimonia l’ultimo episodio: l’uomo che due mattine fa ha scambiato la nave di Cascella per una toilette personale da destinare a un fulmineo bidet sotto lo sguardo attonito di chi vedeva bistrattata l’opera simbolo della città.
Le parole del sindaco Marco Alessandrini non alleviano, anche se i dati ufficiali dela questura – assicura - certificano che i furti sono in calo rispetto a un anno fa. Sarà, ma i cittadini invocano una maggiore presenza delle forze dell’ordine in un centro cittadino invaso dal virus dell’accampamento da marciapiede. «Il fenomeno dei furti è noto, ed è oggetto di attenzione nelle riunioni dei comitati per l'ordine e la sicurezza pubblica», spiega Alessandrini.
L'aumento degli ultimi giorni dei colpi «è dovuto al "bisogno". C'è una banda in azione in città e prima o poi saranno beccati», dice aggrappandosi, lui come tutti noi, all'aiuto fondamentale che può arrivare alle forze dell'ordine dalle «telecamere, molto utili».
Il sindaco affronta anche un altro aspetto. «Non bisogna difendersi da soli», raccomanda ai pescaresi, «perché è pericoloso». Eppure, Confartigianato - rabbiosa e rassegnata - parla ai suoi assistiti proprio della necessità di un’autodifesa e non lo dice da oggi.
Per ora, nell’attesa di identificare la banda degli scooter, consoliamoci con l’arresto di un altro ladruncolo, meno spericolato e già noto alle cronache, il 42enne pennese Sergio Marautti, sorpreso alle 4,30 della scorsa notte nell’istituto Manthoné sulla Tiburtina a forzare il distributore automatico di snack e bevande per impossessarsi di spiccioli (già restituiti). Lo stesso misero bottino che infanga, più che impreziosire, la carriera della coppia dello Scarabeo. Per Marautti, stamane direttissima in tribunale, a confronto con una giustizia che fatica a tenere dentro anchi chi la calpesta per abitudine. (g.p.c.)
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