C’è carenza di medici Ora la Asl richiama i pensionati al lavoro

6 Febbraio 2023

L’azienda ha deciso: farà rientrare i camici bianchi a riposo E parte la protesta dei sindacati: si lascino i posti ai giovani

PESCARA. La Asl ha deciso di far tornare a lavorare i medici che stanno in pensione. Intende risolvere così, almeno temporaneamente, il problema della carenza di personale sanitario all’interno degli ospedali. È questo, in sintesi, il contenuto di una delibera approvata dal direttore generale dell’azienda sanitaria Vincenzo Ciamponi il 31 gennaio scorso. Il titolo è il seguente: «Indizione di un avviso pubblico per la manifestazione d’interesse di medici laureati e personale dirigenziale collocato in quiescenza, personale del ruolo sanitario di area comparto e oss collocati in quiescenza, disponibili a prestare attività clinico assistenziale presso l’Azienda sanitaria locale di Pescara». E ieri è scoppiata la protesta dei sindacati: in una lettera inviata al manager Asl hanno espresso disappunto e hanno chiesto l’immediata revoca della delibera.
Il motivo di questa operazione della Asl è ben spiegato nel provvedimento approvato: «Le particolari e complesse esigenze di erogazione del pubblico servizio - che in fase post emergenziale sanitaria da Covid risultano aggravate, anche in relazione all’esigenza di potenziamento strutturale del Servizio sanitario nazionale, sia a livello di rete ospedaliera che di rete territoriale - non risultano sopportabili dall’organico in ruolo, tenuto conto delle avvenute cessazioni di personale per collocamento in quiescenza e delle assenze di lunga durata del personale in servizio». In sostanza, l’ospedale ha una carenza di organico, dovuta anche agli ultimi pensionamenti e al personale in malattia e per questo si è pensato di tamponarla richiamando i sanitari collocati a riposo, ovviamente con il loro consenso.
Si cercano in particolare medici specialisti collocati in quiescenza con laurea in Medicina e chirurgia, abilitazione all’esercizio della professione medica e con eventuale specializzazione; medici laureati in Medicina, abilitati all’esercizio della professione, iscritti all’Ordine professionale; personale sanitario in possesso dell’abilitazione professionale collocato in quiescenza (ad esempio infermieri, infermieri pediatrici, tecnici di laboratorio, di radiologia, della prevenzione ostetrica, fisioterapisti, logopedisti, audiometristi); operatori socio sanitari in pensione. Le domande devono essere presentate all’indirizzo mail: manifestazioneinteresse.personale@asl.pe.it.
Ma i sindacati hanno bocciato l’iniziativa. I segretari di Pescara di Fp Cgil Massimo Di Giovanni, Fp Cisl Vito Di Milia, Fials Gabriele Pasqualone e Nursind Antonio Argentini hanno scritto una lettera a Ciamponi, al direttore amministrativo Vero Michitelli e al direttore del personale Giuseppe Barile per esprimere «grande disappunto in merito a questa scelta» e chiedono «con effetto immediato la revoca della delibera che tende nella direzione opposta alle esigenze reali della Asl, la quale, soprattutto in questo momento storico, necessita di nuove forze lavoro».
«Si richiede, al contempo», conclude la lettera dei sindacati, «di predisporre bandi di concorso, verticalizzazioni interne e ogni altra opportunità prevista dalla normativa, al fine di acquisire personale giovane che possa lavorare in maniera stabile, che consenta una migliore efficienza nei servizi erogati e una migliore programmazione organizzativa all’interno della Asl».