C’è il bonus, tutti pazzi per la bici

27 Maggio 2020

File davanti ai negozi e richieste continue. I venditori: tra 15 giorni rischiamo di finire tutte le scorte

PESCARA. La stagione delle due ruote riparte in ritardo ma comincia alla grande. La quarantena ha costretto in cantina bici da passeggio, elettriche o da corsa nel momento dell’anno in cui riesplode con forza la voglia di pedalare. Ma, appena possibile, i negozi specializzati sono stati presi d’assalto, anche grazie alla spinta del bonus che permette di avere fino a 500 euro di rimborso.
«Ci hanno tolto i mesi migliori», sottolinea Leonardo Bevilacqua, che con il fratello Giuseppe gestisce Bevilacqua Sport in viale Bovio, attività fondata dal nonno Adalgisio nel 1948. «Questo è il periodo in cui la gente ha più voglia di andare in bici per svago, per muoversi o semplicemente per spostarsi in città. Per questo appena abbiamo riaperto siamo stati sommersi di richieste, sia per la manutenzione sia per gli acquisti. Purtroppo, con le produzioni rimaste ferme, tra un po’ rischiamo di restare a corto di materiale: noi abbiamo un magazzino abbastanza fornito, ma non è escluso che tra un po’ potrebbe esserci qualche problema».
Che problemi ci saranno ne è convinto Luciano Rabottini, ex ciclista professionista ricordato per i successi alla Tirreno-Adriatico negli anni ’80, che a Marina di Città Sant’Angelo da trent’anni gestisce la Rabottini Cicli Sport: «Siamo ripartiti alla grande, ma tra quindici giorni rischiamo di restare “sold out”», spiega Rabottini, «anche le grandi aziende sono rimaste ferme, e il mercato internazionale sta finendo i magazzini. È un problema che riguarda un po’ tutto: bici da passeggio, elettriche, da corsa. La produzione si programma ad agosto per l’anno successivo, e adesso si lavora già per quello che servirà nel 2021. Le aziende producono fino a maggio il materiale stagionale, ma se a marzo e aprile sono stati fermi questa produzione è mancata».
File e telefonate continue ci sono dappertutto: «Per usare il gergo ciclistico, stiamo facendo una bella salita dopo due mesi di stop», dice Roberto Finocchio del Biciclettaio di via Gramsci, nel centro di Pescara, «quello che facevamo in più mesi lo stiamo facendo tutto in una volta: le visite in negozio si sono triplicate, per la manutenzione come per acquisti di ogni tipo. In più c’è la spinta che arriva dal bonus».
Una misura che spinge il settore, ma che però non convince in pieno: «È stata lanciata senza prima attivare la piattaforma», osserva Finocchio. Per Bevilacqua invece le agevolazioni potevano essere date in maniera meno macchinosa: «Magari togliendo l’iva», ipotizza il negoziante di viale Bovio. Secondo Rabottini invece il tipo di bonus ha “viziato” il mercato: «Tutti si orientano su bici tra gli 800 e i mille euro, e in questo modo c’è un freno per l’alta gamma e per i mezzi a basso costo. Forse sarebbe stato meglio pensare a un incentivo che copriva il 20-25% del costo anziché il 60% fino a 500 euro».
Si alza così anche il livello medio del materiale presente sulle strade. Una circostanza, questa, che a detta di Finocchio avrà pure i suoi risvolti negativi: «È stato rivalutato l’acquisto più costoso, e soprattutto la richiesta della bici elettrica ha avuto un’impennata», afferma il commerciante di via Gramsci, «gireranno biciclette di valore più alto, che attireranno l’attenzione dei ladri. Magari andrà bene», ironizza Finocchio, «a chi ha una bici di scarso valore, perché chi ha cattive intenzioni non la guarderà neanche».
I malintenzionati ad ogni modo sono già tornati “al lavoro”: è di appena due giorni fa la notizia di un 31enne, fermato lungo via Pindaro, che aveva rubato e stava trascinando via ben due biciclette in una volta sola.
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