C’è il coprifuoco alle 23 Ma la movida aspetta gli orari da zona bianca

Superata l’emergenza, i gestori dei locali chiedono di chiudere alle due La questione è all’ordine del giorno nell’incontro di martedì in Comune
PESCARA. Tornare alla “normalità”, ricominciare a lavorare dopo un periodo troppo complicato ed essere ascoltati dall’amministrazione comunale per discutere gli orari di chiusura dei locali. I gestori delle attività che gravitano nella zona della movida guardano all’estate e lo fanno carichi di aspettative, mano a mano che si allentano le restrizioni imposte per la pandemia e si va verso la zona bianca. Considerate le modifiche decise sul coprifuoco (che scatta alle 23 e non più alle 22), il Comune ha modificato con una ordinanza la fascia oraria di chiusura al traffico del tratto di via Cesare Battisti compreso tra l’incrocio con via De Amicis e l’intersezione con via Quarto dei Mille, dalle 17 alle 23, dal lunedì alla domenica, fino al 6 giugno. Nel primo week end con i nuovi orari gli operatori prendono la palla al balzo per chiedere chiarezza sui prossimi mesi e sollecitare orari diversi rispetto agli anni scorsi. «Speriamo nella zona bianca, anche se già va meglio», dice Mario Palladinetti dalla Confartigianato anticipando le richieste che formulerà al Comune insieme a Fabrizio Vianale nell’incontro chiesto e ottenuto per martedì proprio per parlare degli orari di chiusura estivi. «Aspettiamo di tornare a lavorare a regime. Ora dobbiamo attenerci alla normativa sul coronavirus ma non accetteremo altri coprifuoco da parte del Comune», aggiunge mostrando assoluta contrarietà ad altre «limitazioni» imposte da Palazzo di città. Abbiamo dimostrato di essere corretti e rispettosi, ci siamo reinventati e sta già andando meglio», dice Palladinetti riferendosi alle modalità di lavoro imposte per il Covid. Ora si deve superare l’emergenza», aggiunge l’operatore mostrando disponibilità. «Ma ci sentiamo sempre sotto attacco, sembriamo la causa di tutti i problemi e invece la gente viene qui a Pescara proprio per noi. Cercheremo di farci sentire e chiederemo che non ci siano discriminazioni tra una zona e l’altra, rispettando le esigenze dei residenti». L’ideale, per Palladinetti, sarebbe «la chiusura alle 2 e difficilmente scenderemo a compromessi».
Da via Cesare Battisti, Francesco Silvestri chiede al Comune di «cominciare a fare una programmazione degli orari» tanto più che ci sono dei locali la cui attività «è legata alla chiusura al traffico della strada. Se riaprono alle auto, noi rischiamo, dal punto di vista lavorativo. Chiediamo di essere conformati al resto della città, di non essere trattati diversamente dai locali di piazza Muzii. Ci aspettiamo che non vengano tradite le nostre aspettative, visto che ci hanno fatto aprire riconoscendoci dei diritti». Ma oltre le aspettative ci sono le richieste, fino ad ora disattese. «Come Fiepet Confesercenti chiediamo invano da mesi un tavolo per discutere degli orari, ma siamo già fuori, come tempi. E ci chiediamo cosa accadrà il 7 giugno. È inutile che ci presentino l’ordinanza il giorno stesso in cui viene emanata».
In Comune l’assessore Alfredo Cremonese sa bene che le direttrici da seguire sono quelle indicate dal governo. «Intanto siamo partiti con la programmazione degli eventi e degli appuntamenti estivi», spiega l’assessore parlando di alcune date già fissate come Funambolika, Pescara Jazz, Mister Italia, Pescara City Summer (alla Nave di Cascella, nel periodo degli Europei) e Singing in the street, in piazza Salotto, ad agosto. «Pensiamo anche a grandi eventi, ma dobbiamo sapere il numero degli spettatori perché non è possibile farne entrare mille e lasciare fuori tutti gli altri», osserva.
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