Caccia ai cervi, il fronte del no si allarga

18 Agosto 2024

Dopo il Wwf e il deputato forzista Pagano anche Verdi-Sinistra e Pd si schierano contro Imprudente

PESCARA. Dal Wwf al deputato di Forza Italia Nazario Pagano. E da Alleanza Verdi Sinistra italiana al Partito democratico. Si allarga a vista d’occhio il fronte del no all’abbattimento di 469 cervi in Abruzzo a partire dal prossimo 14 ottobre. «Chiediamo la revoca della delibera della giunta Marsilio che autorizza la caccia di un animale simbolo della nostra regione. Ci batteremo ad ogni livello perché non venga attuata questa azione di sterminio. Siamo lieti che anche una parte della maggioranza politica che sostiene il governo regionale abbia compreso che la salvaguardia dell'ambiente è fondamentale per la nostra sopravvivenza». Così afferma Alessio Monaco, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, che dà pieno appoggio al Wwf. Per il Pd: «L'abbattimento di quasi 500 cervi è una scelta violenta, sbagliata e inutile. Il presidente Marco Marsilio e il suo vice, Emanuele Imprudente (che ha proposto la delibera in giunta, ndr) hanno una visione arcaica. Siamo sconcertati dalla decisione della Regione: una scelta ideologica che ci catapulta indietro di un secolo e che non risolve i problemi che si propone di affrontare. Nella stessa maggioranza sono diverse le voci contrarie e siamo pronti a collaborare con chiunque voglia scongiurare questa decisione».
Lo affermano Daniele Marinelli, segretario regionale del Pd e Saverio Gileno, segretario dei Giovani Democratici. La delibera finita sott’accusa autorizza il prelievo selettivo del cervo che sarà effettuato esclusivamente da cacciatori abilitati e avverrà in due aree dell’Abruzzo aquilano, definite Comprensorio 1 e Comprensorio 2, negli Ambiti territoriali di caccia (Atc) Avezzano, Sulmona, Subequano, L’Aquila e Barisciano, al di fuori delle aree protette e della Zona di Protezione Esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. La decisione, ha spiegato Imprudente, scaturisce da una doppia emergenza: i danni per circa un milione di euro alle colture agricole e gli oltre 800 incidenti stradali causati dai cervi dal 2019 al 2023.
«Ma l'Abruzzo regione verde d'Europa rappresenta un'idea e un modello di educazione alla tutela dell'ambiente e della biodiversità; una tradizione che nella nostra regione ha radici antiche, che trovano la loro massima espressione nei tre parchi nazionali e in quelli regionali», è la replica dei dem Marinelli e Gileno.
«La gestione della fauna selvatica è certamente materia complessa, evidentemente troppo per la destra di Marsilio e Imprudente», incalzano, «esistono metodi di gestione che non prevedono abbattimento e che sono senz'altro più efficaci per affrontare le questioni legate agli attraversamenti e ai danni alle colture; buone pratiche sono state oggetto di studio e vengono replicate in altre regioni e in altri Paesi. Ma la destra abruzzese», concludono, «preferisce dare prova di una concezione predatoria del rapporto con la natura, come è già avvenuto negli ultimi anni, dalla sostanziale cancellazione della Riserva naturale del Borsacchio al tentativo di riperimetrazione del Parco regionale del Sirente Velino». (l.c.)