Caccia al piromane dopo i roghi Il sindaco: «Va trovato subito»

28 Luglio 2021

Val Pescara. I carabinieri forestali al lavoro per risalire al responsabile degli incendi di domenica Decisive le immagini delle telecamere. Mancini: «Potrebbe agire di nuovo. Indispensabili più controlli»

TORRE DE’ PASSERI. È caccia al piromane, a Torre de’ Passeri e nei centri vicini, da Pietranico a Scafa. Dopo i tre incendi dell’altra notte che si sono propagati su oltre cento ettari di terreno solo nel territorio di Torre, fino al confine con Pietranico, e poi anche a Scafa, l’attività dei carabinieri forestali del posto è finalizzata a risalire all’autore o agli autori dei roghi perché la convinzione che si è diffusa, già domenica sera, riguarda proprio l’origine dolosa delle fiamme. Si cercano informazioni, indizi, a partire dalle immagini che le telecamere pubbliche e private della zona hanno registrato domenica, attorno alle 23.30, quando il fuoco ha cominciato a svilupparsi a Torre fino a raggiungere la zona al confine con Pietranico mentre successivamente un altro rogo è partito a Scafa, sulla Tiburtina. Ma nelle ore precedenti, attorno alle 20.30, un primo incendio era partito dietro al cimitero di Torre de’ Passeri. Sono stati i vigili del fuoco ad occuparsi dello spegnimento e le operazioni sono andate avanti a lungo, proseguendo per tutta la giornata di lunedì e anche nella notte tra lunedì e ieri, per la bonifica e il monitoraggio dell’ampia zona interessata. Oltre ai vigili e alla protezione civile, nell’area dell’incendio sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Torre de’ Passeri.
La ricerca di elementi utili alle indagini è già partita, con lo studio delle registrazioni delle telecamere, anche se gli impianti del Comune di Torre si concentrano nel centro urbano mentre il rogo, quello più vasto, si è sviluppato sulla strada provinciale per Pietranico. «Siamo con le forze dell’ordine e con i vigili e ci auguriamo», dice il sindaco Giovanni Mancini, «che possano trovare il responsabile, ripristinando la legalità. Anche se si tratta di un cittadino della zona va stanato perché potrebbe aver già appiccato altri incendi in passato: qui gli incendi sono ciclici per cui dietro può esserci la stessa mano che agisce ripetutamente», riflette Mancini facendo presente che sono andati a fuoco anche oliveti, noceti, terreni coltivati, sono state lambite delle rimesse ed è stato necessario abbattere due querce a rischio crollo. «Dall’autostrada si vede chiaramente il costone bruciato, in direzione dell’Oasi di Alanno» e proprio pensando a questa immagine desolante il sindaco si augura che «possa esserci più vigilanza, sul nostro territorio, quanto meno nelle zone a rischio, perché l’estate è ancora lunga. E mi auguro che se qualcuno ha visto qualcosa, raggiunga la caserma dei carabinieri per raccontare tutto. I cittadini, qui, sono stufi degli incendi».