Caccia, l’opposizione attacca: danni enormi per tutto il settore
L’AQUILA. Pochi giorni dopo la terza bocciatura del Tar al calendario venatorio abruzzese 2021-2022, e le nuove modifiche approvate dalla giunta regionale, arrivano le accuse dell’opposizione su una...
L’AQUILA. Pochi giorni dopo la terza bocciatura del Tar al calendario venatorio abruzzese 2021-2022, e le nuove modifiche approvate dalla giunta regionale, arrivano le accuse dell’opposizione su una questione che sembra ancora lontana dalla sua conclusione definitiva: «È una situazione senza precedenti che dice moltosulla competenza in materia da parte di chi governa», affermano l’ex assessore Dino Pepe e gli altri consiglieri regionali del gruppo Pd: «Stando così le cose, per il mese di settembre, a causa delle già contestate pre aperture alla tortora e alla migratoria, è possibile cacciare solo cornacchia, gazza, merlo e ghiandaia in alcune giornate. In pratica, se altrove tortore e quaglie sono da settimane cacciabili per tutti, non accade così per i cacciatori abruzzesi». Con le nuove modifiche al calendario, l’inizio reale della stagione venatoria slitta ad inizio ottobre: «E inoltre il Tar dovrà esprimersi ancora», sottolinea Pepe, «perché, a fronte delle contestazioni sollevate dalle associazioni ambientaliste sulla legittimità del calendario venatorio, poi fermato, il 22 febbraio 2022 il tema sarà discusso nuovamente». Secondo i consiglieri regionali del Pd, in quella sede l’Abruzzo corre il rischio concreto di andare incontro alla quarta bocciatura del provvedimento «che l’esecutivo ha inspiegabilmente reiterato con tutte le sue evidenti vulnerabilità», conclude Pepe, «nonostante i primi pronunciamenti dei giudici amministrativi. Chiederemo conto dei danni causati dalla Regione che ha prodotto atti contrari a direttive e leggi nazionali, nonché a regole che è stata la Regione stessa a stabilire». (c.s.)

