Cadavere in mare, l’ipotesi: è l’istruttore scomparso

Aveva dei pesi addosso. Potrebbe essere Sciarra, sparito il 20 aprile a Pineto
MONTESILVANO. Il corpo di un uomo, in gran parte decomposto, è stato ritrovato in mare giovedì sera a un miglio e mezzo dalla foce del fiume Saline, tra Montesilvano e Città Sant’Angelo.
Il cadavere potrebbe essere quello di Roberto Sciarra, l’istruttore di fitness 42enne scomparso a Pineto tra il 19 e il 20 aprile scorsi. Il corpo è stato avvistato intorno alle 20 da un pescatore-diportista che ha dato subito l’allarme alla Guardia costiera.
Immediatamente sono intervenuti gli equipaggi della capitaneria di porto, a bordo della motovedetta Cp2115, e l’elicottero Nemo 11, in quel momento impegnato in un’esercitazione sui cieli di Francavilla.
In rapida sequenza, il sorvolo rapido verso Montesilvano, la discesa in acqua di quattro aerosoccorritori della guardia costiera, il corpo imbragato, deposto nel “cestello”, issato e trasportato all’obitorio dell’ospedale di Pescara a disposizione del magistrato di turno, che dovrà disporre l’autopsia. Ma prima di questo esame dovrà essere effettuato il riconoscimento della salma e l’intera procedura è affidata direttamente all’ospedale civile.
Il caso è affidato al sostituto procuratore Rosangela Di Stefano che sta vagliando le diverse segnalazioni di persone scomparse sulla costa adriatica per avere un quadro definitivo della situazione prima di affidare l’incarico per l’esame autoptico. Dopo il riconoscimento e l’autopsia, gli atti torneranno per competenza alla procura di Teramo (la scomparsa è avvenuta a Pineto), che dovrà tirare le conclusioni dell’inchiesta.
La persona rinvenuta in acqua a 15 miglia lungo la costa, dal luogo della sparizione, di inequivocabile sesso maschile, era vestita con abiti sportivi, piuttosto scuri, mentre la tuta indossata dallo scomparso era di colore grigio.
Il corpo gonfio, il viso irriconoscibile, le mani completamente consumate e senza più polpastrelli (tecnicamente si chiama effetto saponificazione), qualcosa assomigliante a pesi intorno ai polsi e alla vita. Infilati ai piedi, retti dal gonfiore del cadavere in avanzato stato di decomposizione, un paio di stivali di gomma nera.
L’abbigliamento sportivo, i pesi: indizi che fanno pensare che il corpo riaffiorato in mare a faccia in giù, già ispezionato da un medico legale nei minuti successi al rinvenimento, potrebbe essere quello di Roberto Sciarra, il 42enne sparito la notte della vigilia di Pasqua dalla villa di famiglia di Pineto dove si trovava con i genitori per trascorrere le vacanze.
Secondo i primi accertamenti esterni del cadavere, l’uomo potrebbe essere deceduto da diverso tempo. Da capire se la morte sia avvenuta in acqua, se si sia trattato di suicidio o di una tragica fatalità.
Le immagini delle telecamere hanno immortalato Sciarra con un borsone scuro in mano (se conteneva pesi da palestra è il mistero che avvolge la storia) mentre si dirigeva, con passo regolare, verso il mare per poi eclissarsi nel nulla per 34 giorni.
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