Cade nel tombino, risarcita di 16mila euro

8 Marzo 2024

Incidente sulla Strada parco, la vittima è una 67enne. Accordo raggiunto con la società Pescara Energia

PESCARA. Appoggia il piede su un tombino della Strada parco, all’altezza di via Acquacorrente, ma la copertura si sgretola e la donna cade a terra finendo in ospedale e riportando fratture con danni permanenti. Adesso Pescara Energia, la società partecipata del Comune che si occupa della gestione di strade, tombini e pubblica illuminazione, dovrà sborsare 15.700 euro per risarcirla del danno subito.
Una somma considerevole che traccia un precedente legale che potrebbe segnare anche le decisioni giudiziarie future a proposito del coinvolgimento di pedoni in incidenti avvenuti sulle strade pubbliche. La signora, rappresentata dall’avvocato Matteo Marcheggiani del foro di Pescara, ha prima denunciato il sinistro al Comune e poi, dopo una perizia in cui è stata accertata la competenza da parte di Pescara Energia, si è rivolta alla municipalizzata per la richiesta di risarcimento del danno subito. L’accordo transattivo è stato firmato nei giorni scorsi, mentre il chiusino è stato riparato poco dopo. Il sinistro, invece, risale all’11 novembre 2022. La vittima è una 67enne, residente a Montesilvano. Come racconta il suo legale, intorno alle 18 stava passeggiando sulla Strada parco, con direzione da sud verso nord, quando all’incrocio con via Acquacorrente ha appoggiato il piede su un tombino «che solo all’apparenza sembrava integro, ma che col peso della signora si sgretolava, facendola finire rovinosamente a terra». Il luogo «era poco illuminato», specifica l’avvocato, aggiungendo che «l’insidia o trabocchetto non era prevedibile né tantomeno evitabile».
La 67enne è stata prima soccorsa sul posto da alcuni passanti che le hanno prestato le prime cure e subito dopo è stata portata al Pronto soccorso dell’ospedale civile dove i medici le hanno diagnosticato una «frattura scomposta meta-epifisaria del radio, con distacco dell’apofisi stiloide dell’ulna». Ancora adesso, a distanza di più di un anno dalla caduta, la signora lamenta dolore nei movimenti e un deficit a un dito, oltre a una cicatrice sulla mano sinistra. «Il nesso di causalità è senza dubbio rispettato per ciò che riguarda l’infortunio in esame», si legge sulla perizia medico-legale, in cui si evidenzia come il quadro clinico nel corso del tempo «non potrà che peggiorare» e che quindi «è lecito ritenere il danno ormai permanente». L’invalidità permanente è stata quindi tradotta dal medico legale in 7 punti percentuali. Ragione che ha indotto Pescara Energia, tramite la sua compagnia assicurativa, a procedere con la liquidazione di 15.700 euro a titolo di risarcimento del danno subito dalla donna.