Caduto dal ponte, ritrovato il cadavere

10 Agosto 2019

Era bloccato da una barriera di tronchi. I vigili del fuoco lo hanno individuato e poi lo hanno recuperato con l’elicottero

CASTIGLIONE A CASAURIA. Un volo spaventoso dal ponte, nel fiume Pescara, per mettere fine alle sofferenze degli ultimi mesi. Maurizio Claps, 46 anni, ha deciso di togliersi la vita così. E mercoledì, dopo aver scritto un messaggio struggente su Facebook e tre biglietti di addio, lo ha fatto. Ha parcheggiato la sua auto, una Fiat Freemont, vicino al ponte di Castiglione a Casauria, non distante dall’abbazia di San Clemente, lasciando lì dentro il marsupio, il cellulare e i biglietti.
Poi ha raggiunto il ponte e si è lasciato andare nel vuoto, precipitando nel fiume. Il corpo è stato ritrovato ieri, nel primo pomeriggio, dai sommozzatori dei vigili del fuoco che anche ieri, per il secondo giorno, stavano scandagliando il fiume tra mille difficoltà, vista la presenza di tronchi nel corso d’acqua.
Per agevolare le ricerche, a cui ha partecipato anche il personale del personale del Soccorso alpino e speleologico, dopo le 15 è stata ridotta la portata dell’acqua - agendo sulla diga dell’Enel - ed è diminuita anche la corrente il che ha facilitato il lavoro di ispezione, risultato particolarmente complesso sia mercoledì (quando è stata trovata una scarpa dell’uomo), sia giovedì. Il corpo di Claps si era fermato circa 400 metri a valle rispetto al punto in cui si è lanciato dal ponte, dove è stato visto per l’ultima volta vivo da un automobilista di passaggio che ha lanciato l’allarme al 112 dopo essersi accorto che quell’uomo era scomparso da un momento all’altro. E i carabinieri della stazione di Torre de’ Passeri, coordinati dal comandante, Alessio D’Alfonso, hanno capito tutto subito, dopo il ritrovamento della Freemont e di quei biglietti d’addio all’interno, indirizzati agli amici, ai familiari e alla sua ex compagna.
La relazione con la donna era finita dall’inizio dell’anno ma l’uomo non riusciva a darsi pace, non poteva accettarlo, come ha scritto su Facebook prima di compiere il gesto estremo. E proprio sul social network ha chiesto di essere perdonato. Poi ieri, è arrivata la conferma che mai nessuno avrebbe voluto ricevere, con il ritrovamento del corpo, il recupero con l’elicottero dei vigili del fuoco e poi il riconoscimento, prima da parte del maresciallo capo D’Alfonso e poi dei familiari, a cui è stato restituito per i funerali, che si svolgeranno a Taranto, città di origine del 46enne.
Dopo aver vissuto a Lanciano, Claps si era trasferito a Torre de’ Passeri e lavorava a Popoli, per la Asl (è stato, tra l’altro, autista del 118). Era «un gigante buono», dice chi lo ha conosciuto, «una persona sensibile, dolcissima, unica, che aveva un sorriso per tutti» e la Croce rossa di Pescara esprime «profonda tristezza» per la sua scomparsa.
Ieri, con il coordinamento della prefettura, è stata formata una squadra di ricerca consistente, con specialisti arrivati anche da altre regioni. Il personale è entrato in azione di prima mattina, lavorando in condizioni tutt’altro che semplici, andando avanti fino a quando è arrivato il segnale dei vigili, coordinati sul posto da Venanzio Balassone e Moreno Berardinucci, con il comandante provinciale Vincenzo Palano. E si sono spente le speranze di chi avrebbe voluto vederlo ancora vivo.