«Caffè disse: mi ha portato la Befana in una calza piccola»

Il 6 gennaio del 1914 nasceva a Pescara Federico Caffè. Avrebbe compiuto 101 anni ed è giusto spiegare ai pescaresi, che per troppo tempo lo hanno dimenticato, quale importanza ha avuto il professor...
Il 6 gennaio del 1914 nasceva a Pescara Federico Caffè. Avrebbe compiuto 101 anni ed è giusto spiegare ai pescaresi, che per troppo tempo lo hanno dimenticato, quale importanza ha avuto il professor Caffè e quanto sia attuale la sua lezione economica. Quando si parla della figura di Federico Caffè si può scegliere tra i diversi profili che lo hanno caratterizzato. Federico Caffè come uomo, Federico Caffè e il suo pensiero economico, estremamente attuale, Federico Caffè come uomo di cultura o Federico Caffè come grande insegnante: «Metalmeccanico dell'università», come amava definirsi, «riscoprendo l'importanza delle figura dell'educatore, troppo spesso dimenticata. Federico Caffè nacque a Pescara il 6 gennaio 1914.
Ironizzò spesso su questa sua data di nascita. Diceva che lo aveva portato la befana in una calza piccola piccola. Caffè non era molto alto di statura. Arrivava a malapena a un metro e mezzo. Ma non ha mai dato segni di sofferenza per la sua altezza. Anzi, a volte, ci scherzava: al bar quando gli offrivamo un caffè, specificava “corto” o “ristretto” ma anche questa statura paradossalmente gli permise di avere un osservatorio privilegiato. Viaggiava in autobus a Roma. Rinunciava a qualsiasi offerta di passaggio a casa, da chiunque essa provenisse per non abbandonare la linea 47 che lo accompagnava da casa (Monte Mario) all'università La Sapienza (zona Termini), dove insegnava. La sua statura gli permetteva quasi di nascondersi dietro i sedili e di osservare e ascoltare la gente comune. Affrontò sempre la politica come la “politica del piede di casa” .
Una serie di coincidenze caratterizzò anche la formazione di Caffè. Il padre, lavorava alle Ferrovie dello Stato e, per una serie di sventure economiche ereditate, Federico non poteva studiare. Voleva fare il liceo. Federico amava la cultura, ma a Pescara il liceo non c’era, arriverà solo nel 1930. C'era il Tito Acerbo, che ogni anno insieme a Silvio Profico, suo alunno, ricorda questo figlio di Pescara. Fu il padre a scegliere ragioneria perché gli avrebbe permesso un reddito. Caffè divenne dunque economista suo malgrado! Ma al Tito Acerbo in quegli anni non si studiava soltanto ragioneria: si respirava un'atmosfera culturale diversa grazie al preside, Fiorentino Fazzini, che incitava alla lettura e organizzava concerti di musica classica. Alla prova di maturità il commissario d’esame, arrivato a Pescara da un’altra città, rimase fortemente impressionato e gli chiese allora quale università avesse deciso di frequentare ma lui rispose: «Non credo che andrò all'università: ho bisogno di lavorare». Il commissario, incredulo, si presentò di persona alla stazione di Pescara per parlare con papà Caffè a chiedere che il figlio continuasse a studiare. La questione fu risolta la sera stessa da sua madre che mise in vendita un piccolo terreno che aveva e Federico partì per Roma. Fu consulente del Ministro della Ricostruzione M. Ruini durante il governo Parri e fu consulente dell'ex presidente Ciampi (allora governatore della Banca d'Italia). Insegnò in varie università: Bologna, Messina e Roma dove laureò 1200 alunni. Nella notte tra il 14 ed il 15 aprile Caffè usciva dalla casa con cui viveva a Roma col fratello Alfonso. Uscì di casa da solo, lasciando il fratello ma lasciando anche le chiavi, il passaporto, il libretto di assegni e gli occhiali sul comodino. Varie ipotesi accompagnarono la sua scomparsa.Noi pescaresi abbiamo un debito verso questo grande concittadino. Sono convinto che tutti noi dobbiamo essere capaci di interpretare la lezione economica estremamente attuale di Caffè, perché tramite l'attualità, la semplicità, il continuo riferimento al quotidiano e l’estrema concretezza di quella lezione economica si può interpretare la sua scomparsa come l'uscita di casa e non l'uscita di scena! Nel giorno del suo compleanno il ricordo è l’augurio a Pescara.
*presidente del consiglio comunale

