Caffè e gelati via whatsapp: ordinazioni dall’ombrellone

19 Aprile 2018

Ecco come i balneatori si stanno organizzando in vista della bella stagione Fitness, musica e giochi in spiaggia. E per i disabili c’è la carrozzella acquatica

PESCARA. Al bar delle Hawaii si potrà ordinare il caffè o il gelato via whatsapp stando comodamente sdraiati sotto l’ombrellone. Alla Stella Marina i disabili potranno entrare in acqua a bordo di una speciale carrozzella superaccessoriata, dotata di un braccio meccanico che li imbragherà e permetterà loro di nuotare. Per gli altri bagnanti ci sono i cuscinoni e i ciambelloni galleggianti zavorrati al pontile.
Al lido Tahiti, pescaresi e turisti verranno presi per la gola con un piatto di ravioli fatti a mano e imbottiti di gamberetti, calamari e scampetti. A sera, aperitivo al Wood natural sound bar servito da Lorenzo, Jo ed Enrico. I gestori degli stabilimenti si preparano ad affrontare la prossima stagione turistica che si annuncia «calda, serena e con il mare cristallino». Se è lontano lo spettro dell’inquinamento del mare, non lo è ancora l’incubo dell’erosione. I balneatori chiedono alle istituzioni «le ricariche delle scogliere» per permettere il ripascimento della sabbia su spiagge che ogni anno si assottigliano sempre di più. E chiedono anche più posti auto. Poi, fanno a gara a chi si inventa la migliore ricetta «acchiappaturisti».
Graziano Dottore, responsabile dei servizi in spiaggia delle Hawaii Beach diretto da Alessandro Zito, annuncia la prenotazione whatsapp di caffè, pizzette e gelati direttamente da sotto l’ombrellone. Così i bagnanti non dovranno più infilarsi pareo e calzoncini per recarsi al bar del lido. Vasta anche la scelta degli sport acquatici (nuoto, surf, windsurf, surf da onda), ma anche tennis e calcetto nel campus che sorgerà in collaborazione con le associazioni Accademia d’amore tennis e Surfing sport. Alle Hawaii i prezzi degli 80 ombrelloni e 130 palme rimarranno invariati come negli anni scorsi: da 350 a 500 euro e da 900 a 2mila euro.
Quattro stabilimenti, Stella Marina, Il Moro, Tahiti e Antille sono riusciti a frenare la corsa dell’erosione grazie ai sette pontili fatti realizzare due anni fa grazie a fondi privati e della Regione. I titolari della Stella Marina, attività a conduzione familiare fondata da Nicola Fiorilli e portata avanti dalla moglie Antonietta Graziano con le figlie Rita e Luisa e il genero Daniele (specialista nella preparazione di alici fritte col ferfellone, il peperone secco) denunciano il «problemone», la carenza di parcheggi. Con i clienti, che arrivano da Cappelle, Pianella, Moscufo, «girano a vuoto con la macchina per mezz’ora e poi ci chiamano per disdire gli ombrelloni. Avevamo il pienone quando c’erano i 1.800 posti auto delle Naiadi». E quando è aperto il parcheggio davanti a Penelope. Ieri quell’area era sommersa di calcinacci e pezzi di asfalto, inerti da bonificare al più presto. Chi non molla, parcheggia al Globo sulla Nazionale o in via Acquacorrente e via Corridoni ( queste ultime a rischio multe) e poi, al lido, si gode il sole sui ciambelloni e i pomodoni galleggianti, ancorati con le funi al pontile. E fa fitness sul mare. Per i piccoli c’è un attrezzato parco acquatico a pagamento.
Giampiero Di Benedetto, plaude all’apertura della pinetina sud e aspetta i clienti per l’assaggio del raviolo imbottito di gamberetti, street fish e piatto unico a 10 euro. Mare limpido, serate musicali legate al food, è la proposta di Carmine ed Emanuele Aquilano, lido fondato 40 anni fa da papà Ulisse. Ombrelloni e palme da 350 a 1.700 euro. Fino a 7 metri di spazio tra un ombrellone e l’altro su 119 metri di spiaggia fronte mare, al Tartarughino di Gianni Di Francesco che chiede il «dragaggio del fiume». I clienti arrivano anche da Milano, Torino e Roma. È già open La Capponcina di Paolo Farchione: «La gente ha voglia di mare e sole». Ma mancano all’appello 30 metri di spiaggia ed è necessario «ricaricare le scogliere» contro l’erosione. Da togliere gli alberi secchi accatastati tra Delfino Verde e Orsa Maggiore. E ripulire la spiaggia libera tra Pepito e Lampara, divenuta un giardino di margherite e fiori rosa.
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