Calciatore pestato, la pista della gelosia

21 Novembre 2018

Popoli. Il 34enne era a casa di un amico quando è stato invitato a scendere in strada. Al vaglio le telecamere della zona Conad

POPOLI. Migliorano le condizioni di Emiliano D’Orazio, il 34enne di Popoli, capitano della squadra di calcio locale, da sabato ricoverato nel reparto di Neurochirurgia, a Pescara, dopo essere stato vittima di un pestaggio per strada. Intanto, inizia a prendere forma anche la dinamica dell’aggressione su cui stanno lavorando i carabinieri della compagnia di Popoli diretti dal capitano Giovanni Savini per arrivare a individuare il responsabile.
Da quanto emerso finora, D’Orazio venerdì sera era a casa di un amico, nella zona del Conad vicino alla caserma dei carabinieri, quando un giovane di sua conoscenza l’ha chiamato e fatto scendere in strada con un pretesto, un motivo su cui sono ancora in corso accertamenti. Di fatto, dopo essere sceso per quella che doveva essere una brevissima parentesi della serata, D’Orazio non è più risalito a casa dell’amico.
Partono da qui le indagini degli investigatori che proprio dalla zona del Conad hanno avviato l’acquisizione delle immagini delle varie telecamere presenti. Si tratta infatti di capire non solo che cosa è successo quando D’Orazio è sceso in strada, ma anche quante persone ha trovato ad attenderlo. Per ora, l’ipotesi più accreditata è che ci fosse una sola persona ad aspettare il capitano del Popoli per sottoporlo, ma è tutto ancora da verificare, al confronto serrato, e dai toni poi degenerati, su questioni presumibilmente legate a una donna. Lo raccontano le voci del paese a lui più vicine e lo stanno verificando i carabinieri che, dalle telecamere, dai telefonini e dagli ultimi contatti di D’Orazio quella sera, ma soprattutto dal suo racconto non appena si riprenderà, contano di ricostruire con esattezza dinamica e protagonisti di una vicenda che poteva chiudersi in maniera ben peggiore. Ne sanno qualcosa i familiari di D’Orazio e in particolare la madre che sabato mattina, intorno alle 10 si è resa conto che il figlio, ancora a letto, non stava affatto bene. Dolorante, con un mal di testa fortissimo e in uno stato confusionale, il figlio continuava a ripetere alla madre di essere caduto la sera prima, di sentirsi malissimo e di non riuscire ad alzarsi. Di fronte a quelle condizioni che non accennavano a migliorare, allarmata dalle condizioni del figlio, la madre ha chiamato l’ambulanza. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Popoli, D’Orazio è stato poi trasferito all’ospedale di Pescara in prognosi riservata. Lì, nel reparto di Neurochirurgia, dopo tutti gli accertamenti, i medici hanno sciolto la prognosi: 30 giorni per il trauma frontale. Intanto, però, la madre e la sorella hanno iniziato a fare domande, a chiamare gli amici, a controllare il telefonino del giovane fino a ricostruire, almeno in parte, perché Emiliano era così malridotto. «È stato aggredito» hanno riferito poi ai carabinieri ed è adesso su questa aggressione che sono in corso le indagini. Decisiva, non appena si rimetterà del tutto, la testimonianza di D’Orazio che potrebbe essere dimesso già tra qualche giorno.
(s.d.l.)
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