Calo di uva, miele e grano: l’agricoltura in ginocchio

25 Ottobre 2023

Produzioni in picchiata a causa del meteo: più cara la spesa delle famiglie

Un autunno bollente, con temperature ben oltre la media stagionale e quattro eventi estremi al giorno tra nubifragi, alluvioni e trombe d'aria. A farne le spese il settore agricolo, letteralmente in ginocchio. Diminuita la produzione di grano, pomodoro e miele. Male la vendemmia, con un calo dal 40 all'80% della produzione, a seconda delle zone, a causa della peronospora, una malattia che attacca i vitigni e distrugge buona parte del raccolto. E gli effetti sulla borsa della spesa sono facilmente immaginabili con un aumento generalizzato dei prezzi. «Un anno nero per l'agricoltura», dice la Coldiretti che invoca lo Stato di calamità naturale e interventi diretti del governo, in aggiunta alle misure regionali. Per far fronte all'emergenza la Regione Abruzzo ha messo in campo 5 milioni di euro in due anni, più un milione di euro per l'apicoltura. In atto la trattativa con l'Abi per congelare i mutui e trovare una forma di moratoria per le aziende agricole.
METEO PAZZO
Una stagione estiva fuori tempo massimo, con un caldo prolungato che ha messo a rischio le colture. «Il 2023 si posiziona finora, per quanto riguarda l'Italia, al secondo posto tra gli anni più caldi dal 1.800 con una temperatura superiore di 0,82 gradi alla media storica», fa notare la Coldiretti nazionale che ha analizzato i dati Isac Cnr nei primi nove mesi dell'anno, «siamo di fronte ad un'evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense e il rapido passaggio dal caldo al maltempo, con effetti devastanti per le produzioni agricole. Un anno nero per l’agricoltura con danni che superano i 6 miliardi di euro». Su scala nazionale si è avuto un calo del 10% della produzione di grano, del 60% delle ciliegie e del 63% delle pere, mentre il raccolto di miele è sceso del 70% rispetto allo scorso anno. La produzione di pomodoro e uva è scesa del 12%. «L’agricoltura è l’attività economica che, più di tutte le altre, vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli», continua la Coldiretti, «si tratta di una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla climatologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque. Servono investimenti anche grazie al Pnrr per la manutenzione, il risparmio, il recupero e regimazione delle acque, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni resistenti».
QUI ABRUZZO
L'Abruzzo conferma i segnali negativi registrati in tutta Italia. Viene confermato il dato nazionale sulla produzione di grano, con un -10 % di raccolto, mentre per il miele la diminuzione è, addirittura, del 70%. E ancora: -30% per la produzione di pomodori e percentuali che variano dal -40 al -80% per l'uva, con la vendemmia fortemente condizionata dalla peronospora, che ha attaccato le piante danneggiando, in modo importante, i raccolti. La provincia di Chieti risulta la più colpita, secondo le stime della Coldiretti Abruzzo. «Il settore viti-vinicolo è in ginocchio», conferma Roberto Rampazzo, direttore Coldiretti Abruzzo, «abbiamo sollecitato la Regione a chiedere lo stato di calamità naturale, che consentirebbe alle aziende agricole di usufruire di sgravi sui mutui e sui contributi Inps, oltre al blocco momentaneo delle rate in essere. La Regione ha stanziato 5 milioni di euro in due anni per aiuti con prestiti a tasso zero, ma siamo ben lontani dalle cifre necessarie per far fronte all'emergenza. 2 milioni e mezzo di euro l'anno andranno a soddisfare le richieste di pochissime aziende, rispetto ad una platea bn più vasta. Senza contare che l'Abruzzo risulta la regione più colpita, in Italia, dalla peronospora, malattia tipica dei vitigni».
RADDOPPIO DEI COSTI.
Le temperature eccessive, unite fenomeni estremi e scarsi raccolti hanno dimezzato gli introiti delle aziende agricole abruzzesi, raddoppiando i costi. «A causa del maltempo», spiega Domenico Roselli, direttore provinciale Coldiretti L'Aquila, «c'è stata la doppia semina dei campi, che ha di fatto moltiplicato i costi delle imprese. Dalla viticultura al settore lattiero-caseario le difficoltà registrate sono enormi. Occorre mettere in campo delle forme agevolative, a livello centrale e di governo regionale, che aiutino gli agricoltori, in un momento così difficile». Non solo incentivi. Per la Coldiretti «è fondamentale, anche, mantenere la distintività dei prodotti, in nostro Made in Abruzzo. Con le rese dei prodotti scarsi, l'attenzione alla qualità e alla provenienza delle produzioni locali è significativa per mantenere presa sul mercato».
FONDI REGIONALI
La Regione Abruzzo si è mossa su più fronti per sostenere le imprese nelle nuove sfide che l'agricoltura deve affrontare, prima fra tutte quella climatica. Secondo il Piano nazionale adattamento climatico pubblicato sul sito del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica al 2050 il settore dell'agroalimentare italiano, in assenza di interventi di mitigazione, rischia perdite economiche di 12,5 miliardi di euro all'anno. E l'Abruzzo non fa eccezione. «Abbiamo avanzato la richiesta, al ministero dell'Agricoltura, per vedere riconosciuto lo Stato di calamità», afferma l'assessore all'agricoltura e vice presidente della Regione, Emanuele Imprudente, «con richieste specifiche di sostegno alle imprese del settore. In due anni, come Regione, abbiamo stanziato 5 milioni di euro per piccoli prestiti e attività di sostegno al credito agrario e circa 1 milione di euro per il comparto dell'apicoltura. L'Abruzzo è stata la prima regione a mettere in campo risorse concrete, impegnate anche nell'ultima seduta del consiglio regionale, proprio per andare incontro alle esigenze di un mondo agricolo che vive una fase durissima». La Regione Abruzzo sta ultimando una relazione dettagliata sui danne alle colture «in attesa di capire il livello nazionale delle risorse. Inoltre, siamo in contatto con l'Abi», aggiunge Imprudente, «per trovare una forma di moratoria che agevoli le aziende agricole con mutui in corso».
CONTA DEI DANNI
E mentre si fa la conta dei danni, una prima ricognizione della situazione prospetta anche in Abruzzo «un quadro fortemente preoccupante per quanto riguarda il tessuto socio-economico legato all’agricoltura e all’agroalimentare». Il cambiamento climatico ha stravolto le coltivazioni e le fioriture, causando problemi ingenti all’agricoltura, soprattutto perché la tendenza alla tropicalizzazione del clima si associa a manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense. Con il clima mite, inoltre, i parassiti sono rimasti attivi e attaccano più facilmente le colture: proprio l'Abruzzo risulta il territorio più colpito, in Italia, dalla peronospora della vite, che nel Chietino ha mandato in fume l'80 per cento della vendemmia.