Cambiano le regole dei concorsi pubblici

La prova non può durare più di un’ora e tamponi a tutti. Ieri si è aperto di bando dei 2.800 posti
Si è aperto ieri, con la pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale, il concorso pubblico per l’assunzione di 2.800 tecnici nelle amministrazioni del Mezzogiorno. I profili richiesti sono cinque: tecnici ingegneristici; esperti in gestione, rendicontazione e controllo; progettisti, animatori territoriali e esperti di innovazione sociale; amministrativi giuridici; process data analyst. I vincitori saranno assunti a tempo determinato, per un periodo non superiore a 36 mesi, nelle regioni del Sud: Abruzzo (per il quale sono riservati 243 posti), Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per fare domanda ci sarà tempo fino al 21 aprile.
NUOVE REGOLE. Il concorso sarà la prima grande selezione pubblica a svolgersi secondo le disposizioni introdotte dal decreto legge 44 firmato dal presidente della Repubblica il 1° aprile, che ha fissato nuove norme per sbloccare bandi per circa 115mila posti in pubbliche amministrazioni e rendere le procedure concorsuali più semplici e veloci, aggiornandole alle misure di sicurezza anti Covid. Ecco cosa cambia.
PARTECIPANTI. Decade il limite di 30 partecipanti a sessione per lo svolgimento delle prove in presenza. Il decreto prevede l’obbligo di produrre la certificazione di un test antigenico rapido o molecolare negativo, effettuato nelle 48 ore precedenti, all’atto della prova in presenza per tutti i candidati, anche già vaccinati.
MISURE ANTI COVID. Per rispettare le misure anti contagio e ridurre al minimo il rischio di esposizione al virus dei partecipanti, la durata massima delle prove è stata ridotta a un’ora. Sono state previste, per lo svolgimento degli esami, sedi decentrate per limitare il più possibile gli spostamenti dei candidati. Questi ultimi, durante le prove, dovranno obbligatoriamente indossare mascherine di tipo Ffp2.
Ogni sede d’esame avrà percorsi dedicati di entrata e di uscita e adeguate volumetrie di ricambio d’aria. Per i concorsi già banditi per i quali non è stata svolta alcuna prova è stato introdotto l’utilizzo obbligatorio di strumenti informatici e digitali.
SCRITTI E ORALI. Per i concorsi già banditi ma senza lo svolgimento di prove si possono prevedere una fase di valutazione dei titoli e, facoltativamente, anche delle esperienze professionali per l’ammissione alle successive fasi, fermo restando che il punteggio attribuito per i titoli concorrerà alla formazione del punteggio finale. Nei concorsi per il reclutamento di personale non dirigenziale, le amministrazioni possono prevedere una sola prova scritta e una eventuale prova orale; per i concorsi che saranno banditi durante lo stato di emergenza le amministrazioni potranno prevedere una sola prova scritta e una eventuale prova orale.
A REGIME. Ma il decreto non guarda solo alla fase emergenziale. Le amministrazioni pubbliche, infatti, anche a regime e dunque in via strutturale nei bandi post-pandemia, dovranno adottare procedure concorsuali semplificate, come quelle appena passate in rassegna.
ECCEZIONI. Queste procedure semplificate non saranno applicate, però, nei concorsi per magistrati (ordinari, amministrativi e contabili), avvocati e procuratori dello Stato, professori universitari, personale appartenente al comparto sicurezza e difesa, personale diplomatico e prefettizio.
I 115MILA POSTI. Come detto, grazie allo sblocco potranno essere reclutate nella pubblica amministrazione circa 115 mila risorse. In buona parte si tratta di assunzioni previste da concorsi già banditi e conclusi o da concludere.

