Camionista morto, condannati due medici

C’è un medico pescarese tra i due professionisti processati e condannati in primo grado per per la morte di Saimon Cintio, l’autotrasportatore fermano deceduto il 23 gennaio del 2013 all’età di 34...
C’è un medico pescarese tra i due professionisti processati e condannati in primo grado per per la morte di Saimon Cintio, l’autotrasportatore fermano deceduto il 23 gennaio del 2013 all’età di 34 anni dopo essere stato operato nella clinica Stella Maris di San Benedetto del Tronto. Il giovane voleva dimagrire e per questo aveva deciso di sottoporsi ad un intervento chirurgico di gastroplastica laparoscopica eseguito il giorno prima, il 22 gennaio, dal medico chirurgo G. G., di Ancona, con l’assistenza del medico anestesista T. R., di Pescara.
Ieri il giudice del tribunale di Ascoli Marco Bartoli ha condannato entrambi i medici accusati di omicidio colposo a due anni e al risarcimento danni in favore dei nove familiari di Cintio. La sospensione della pena è stata subordinata al pagamento di una provvisionale complessiva di 975mila euro. Riconosciuto il risarcimento anche al compagno della madre, col quale la vittima ha convissuto a lungo e allo zio coetaneo. L’autopsia ha stabilito che Saimon Cintio morì a causa di uno shock emorragico da imponente sanguinamento endoaddominale, collegato con l’intervento chirurgico al quale si era sottoposto il giorno precedente nella clinica Stella Maris. Secondo il sostituto procuratore Mara Flaiani, Cintio la mattina del 23 (il giorno dopo l’operazione) accusò «sintomi tali da generare il sospetto di una emorragia addominale, nota quale possibile complicanza dell’intervento chirurgico».
Ieri il giudice del tribunale di Ascoli Marco Bartoli ha condannato entrambi i medici accusati di omicidio colposo a due anni e al risarcimento danni in favore dei nove familiari di Cintio. La sospensione della pena è stata subordinata al pagamento di una provvisionale complessiva di 975mila euro. Riconosciuto il risarcimento anche al compagno della madre, col quale la vittima ha convissuto a lungo e allo zio coetaneo. L’autopsia ha stabilito che Saimon Cintio morì a causa di uno shock emorragico da imponente sanguinamento endoaddominale, collegato con l’intervento chirurgico al quale si era sottoposto il giorno precedente nella clinica Stella Maris. Secondo il sostituto procuratore Mara Flaiani, Cintio la mattina del 23 (il giorno dopo l’operazione) accusò «sintomi tali da generare il sospetto di una emorragia addominale, nota quale possibile complicanza dell’intervento chirurgico».

