Campo Rampigna, tolto l’incarico all’impresa

1 Maggio 2021

La ditta chiede un risarcimento di 100mila euro al Comune per i lavori sospesi e l’ente revoca l’appalto

PESCARA. L’appalto per realizzare il nuovo campo Rampigna si è trasformato in un pasticcio. Dopo la sospensione dei lavori nel luglio dell’anno scorso, a causa del rinvenimento nell’area di alcuni reperti archeologici durante gli scavi, ora l’intervento bloccato già finanziato dal Comune con 800.000 euro potrebbe far nascere un contenzioso legale. L’impresa che si è aggiudicata l’appalto ha inviato all’amministrazione comunale una diffida con la richiesta di un risarcimento danni di 100.735 euro. Gli uffici dell’ente hanno risposto picche e, di contro, hanno avviato la procedura di revoca dell’incarico alla ditta.
Questo significa che i lavori per rifare il nuovo impianto sportivo, già sospesi in attesa della decisione di andare avanti con l’intervento o realizzare nell’area, con finanziamenti statali, un parco archeologico, non riprenderanno per chissà quanto tempo.
Lo scontro tra Comune e impresa è di fatto cominciato a gennaio di quest’anno (ma la notizia è emersa solo in questi giorni), quando l’avvocato della società ha inviato una diffida all’ente con la richiesta di risarcimento di 100.735 euro. «Il mancato inizio dei lavori nei termini indicati», si legge in sintesi nel documento, «sta creando ingenti danni aziendali alla società, sia in termini di danni emergenti, che di lucro cessante. La scoperta di un sito archeologico, che doveva essere valutato in sede progettuale prima dell’indizione della gara, non può in alcun modo ricadere in termini di danni in capo alla società». La diffida prosegue: «L’invito di codesta stazione appaltante alla sottoscrizione di un contratto eseguibile forse tra circa tre anni, oltre ad essere ad aziendalmente dannoso, non rientra in alcuna fattispecie contemplata dal Codice dei contratti pubblici». Il documenti conclude così: «Stante l’illegittimità del procedimento seguito, si rimane in attesa di sollecito riscontro, nel tentativo di trovare un bonario compimento alla vicenda nella speranza di non dover adire le autorità giudiziarie competenti in materia».
La replica è arrivata due settimane fa con una lettera firmata dal responsabile del procedimento del Comune Angelo Giuliante. «La Soprintendenza», è scritto in una lettera indirizzata alla ditta, «ha comunicato il rinvenimento, nell’intera area di sedime interessata dal progetto, di reperti archeologici. In considerazione della rilevanza storica, archeologica e culturale dei suddetti rinvenimenti, ha proposto di valutare se, a fronte dell’originario interesse pubblico di ristrutturazione del campo sportivo, non si renda necessario una rivalutazione dell’interesse pubblico esistente. Si ritiene, quindi, opportuno procedere alla revoca dell’aggiudicazione, in considerazione che la pubblica amministrazione, fino alla stipula del contratto, può revocare l’affidamento dell’incarico e l’intera procedura di gara, ove l’affidamento non sia più rispondente all’interesse pubblico».(a.ben.)
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