Cancellieri, la sorella di Cucchi: “Chi chiede dimissioni dov’era mentre Stefano moriva?”

9 Novembre 2013

Ilaria Cucchi, sorella del 31enne romano morto quattro anni fa in carcere, a Pescara per un incontro moderato dal direttore del Centro Mauro Tedeschini nell’ambito del festival delle letterature

PESCARA. «Tutti i politici che oggi chiedono le dimissioni della Cancellieri dov'erano mentre Stefano stava morendo?». È quanto si è chiesta Ilaria Cucchi, sorella di Stefano - il 31enne romano morto quattro anni fa - nel corso di un incontro, moderato dal direttore del Centro Mauro Tedeschini, durante il Festival delle letterature dell'Adriatico a Pescara. «Non ritengo di dover difendere il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri e non credo che lei ne abbia bisogno - ha aggiunto -. Dico solo che il problema carceri, grazie alla Cancellieri e alla vicenda Fonsai si sta finalmente affrontando». Rispondendo alle domande del pubblico, Ilaria Cucchi ha detto che «con la battaglia che sto facendo, io non mi indignerò mai se Giulia Ligresti è uscita dal carcere. Diciamo altro - ha sottolineato - non diciamo che Ligresti doveva restare in carcere, diciamo invece che mio fratello Stefano doveva uscire».

In piazza della Rinascita, ieri, è stato allestito un tappeto grande cento metri quadrati, raffigurante il volto di Stefano Cucchi, composto da centinaia di foto inviate sui social network, nell'ambito dell'iniziativa #iosonocucchi promossa dal graphic designer Luca Di Francescantonio e dalla community di Igersabruzzo.it. A conclusione del dibattito, Ilaria Cucchi, assieme ai genitori, ha visitato il tappeto di foto.

«Vogliamo, pretendiamo e ci batteremo fino alla fine per dimostrare che Stefano non è morto per malasanità, che Stefano non sarebbe morto anche in casa, come avrebbero voluto farci credere, ma che è morto solo perché le persone che dovevano tutelare la sua vita - ha sottolineato la donna - hanno fatto esattamente il contrario. Si è spento come non si dovrebbe lasciar morire neanche un cane». «Nelle nostre carceri si consumano tante tragedie, ma nessuno interviene mai. Dopo la vicenda di mio fratello, finalmente, se ne inizia a parlare. Anche con il nuovo Papa, se ne sta parlando. Noi - ha concluso Ilaria Cucchi - non troveremo pace fino a quando tutte le persone responsabili della morte di Stefano non verranno riconosciute come tali».

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