Candidato sindaco, decide Roma E Sclocco a sorpresa unisce tutti

Dopo il no a Ciofani di parte della coalizione e il ritiro di quest’ultimo, prende forza l’ex assessore regionale Ieri il segretario Di Sabatino dai responsabili del Pd nazionale attesi lunedì in Abruzzo per la riunione decisiva
PESCARA. Si tira indietro Carmine Ciofani e prende forza la candidatura a sindaco di Marinella Sclocco, ex assessore regionale Mdp-Articolo Uno nella giunta D’Alfonso e reduce dalla campagna per le regionali con Giovanni Legnini. È sul suo nome che, tra veti, liti e rifiuti alla fine, forse, il centrosinistra ha trovato la quadra. A mettere fine al teatrino sul nome del candidato iniziato a gennaio con il no (mascherato dalle primarie fantasma) del segretario cittadino Di Pietrantonio alla disponibilità del sindaco uscente Alessandrini, sono stati ieri pomeriggio i responsabili del Pd nazionale al termine dell’incontro, a Roma, con il segretario regionale Renzo Di Sabatino. Una trasferta che fino al giorno prima doveva servire al Pd per ottenere la benedizione a correre con una coalizione ridotta (dopo aver incassato il no definitivo di Mdp che chiedeva Sclocco, ma anche di Sinistra Italiana e lista Teodoro) e che invece, dopo il no di Ciofani di ieri mattina, si è trasformata in un viaggio della speranza. Con la segreteria regionale che, senza un candidato e con il partito cittadino a pezzi, incapace di tenere insieme le anime della coalizione, ha messo sul tavolo l’unica, o l’ultima, carta che aveva: Marinella Sclocco. Capace di riunire la coalizione ma anche di accontentare una parte del Pd che già si era espresso favorevolmente dopo le prime voci circolate nei giorni scorsi sul suo nome. E capace, alla fine, anche di far tornare sui propri passi la parte dalfonsiana che l’aveva osteggiata fino al giorno prima, con il segretario cittadino Di Pietrantonio, l’ex assessore regionale Silvio Paolucci, l’assessore comunale Marco Presutti e il coordinatore provinciale Enisio Tocco che di fronte al no a Ciofani dei consiglieri Mdp Carlo Gaspari e Stefano Casciano avevano duramente rimandato al mittente il nome di Sclocco.
E invece, ieri, dopo la doccia fredda del no di Ciofani, e dopo l’esito della riunione romana, il primo segno di disgelo sul nome di Sclocco è arrivato proprio da quella parte. E in particolare dall’assessore Presutti che, anche quale componente della delegazione allargata alle tre anime congressuali messa insieme dal coordinatore provinciale per la scelta del candidato, poco dopo le 18 ha scritto su Facebook: «Una speranza rosa per il campo largo a Pescara. Telefonate da Roma, segnali di soddisfazione nelle periferie emarginate, un’altra Pescara è possibile. Pronto da subito al sostegno, sempre per la soluzione che unisce, mai per costruire i problemi». Spiegando poi al Centro: «C’eravamo impegnati a trovare un identikit di qualcuno che non fosse un amico nostro, ma che potesse funzionare per il primo e soprattutto per il secondo turno. Un esterno che potesse dare garanzie. Questa cosa è stata straordinariamente avversata e la proposta di Ciofani, una delle figure più indipendenti che ci siano, con molta ingenerosità è stata azzoppata. Ma siccome non faccio lotte interne e si tratta invece di mettere la coalizione in condizione di fare la campagna elettorale va bene il nome che crea armonia. Se la soluzione è Marinella Sclocco dico va bene, scegliamola, così come lo dicevo di Ciofani, che non sostenevo perché era mio amico ma perché valido. Ci è stato detto che Marinella unisce le varie anime, chi l’ha proposta ci ha detto che funziona: e allora sia Marinella, bisogna stare in campo». E per stare in campo è già pronta la tabella di marcia della segreteria regionale del Pd, «l’unico organo», ha scritto ieri dopo la riunione romana il segretario Di Sabatino, «abilitato a esprimere la posizione ufficiale del partito». Un commissariamento bello e buono nei confronti delle componenti cittadine e provinciali del partito che hanno finora gestito l’infruttuosa scelta del candidato sindaco e di un nome che dopo cinque anni di governo del centrosinistra doveva essere già pronto da tempo. Un commissariamento condito anche dalla partecipazione, annunciata da Di Sabatino, «dei responsabili del Pd nazionale alla riunione per le amministrative di lunedì, con i massimi livelli politici e istituzionali del Pd Abruzzo».
Prima, spiega il segretario regionale, «24 ore di riflessione e da venerdì (domani ndr) come concordato con la segreteria nazionale, riavvierò le consultazioni con gli altri partiti e movimenti politici e civici che si riconoscono in una coalizione di centrosinistra». Fermo restando, tiene a ricordare Di Sabatino, che «il Partito democratico si è messo da subito a disposizione della coalizione per individuare un candidato sindaco in grado di unire tutte le anime del centrosinistra e riproporre un campo largo, così come avvenuto in Regione. Per questo abbiamo rinunciato a presentare un nome interno al partito e abbiamo lavorato per cercare una personalità di spessore autorevole e competente. Purtroppo la quadra non è stata trovata, ma voglio ringraziare l’avvocato Ciofani per essersi messo a disposizione in un momento politicamente difficile. Il nostro obiettivo resta quello di trovare nel più breve tempo possibile un candidato sindaco che riesca a riunire tutte le forze del campo progressista e capace di rappresentare una valida alternativa alla destra».
Il nome sembra essere quello di Marinella Sclocco: «Non ho ricevuto alcuna proposta. Se dovesse arrivare sono pronta ad ascoltarla. Poi ci penserò».

