Candidato sindaco, manca il Pd Ma prende quota D’Annunzio

22 Agosto 2021

Andrea Vecchiotti: in questi mesi ci è sempre stato al fianco, con un lavoro di cucitura tra realtà distanti Ma il segretario cittadino del Partito democratico non si sbilancia: prima il programma, il nome a breve

PENNE. Penne prepara il conto alla rovescia in vista delle prossime elezioni comunali in programma a inizio ottobre. Due le candidature rese già ufficiali: quella di Gilberto Petrucci, che guiderà parte dell’attuale maggioranza, e quella di Gabriele Frisa, sostenuto da PenneSì. Chi gioca ancora a carte semicoperte è il Partito Democratico del segretario cittadino Andrea Vecchiotti.
Il 4 settembre dovranno esser presentate le liste elettorali, cosa farà il Pd?
«Innanzitutto rivolgo un sincero augurio a chi ha già ufficializzato la propria candidatura a sindaco. Come Partito Democratico abbiamo messo in atto un profondo processo di rinnovamento non solo nei nomi, ma anche e soprattutto nel modo di approcciarsi alla politica, segnando un profondo solco rispetto al passato, e questo ha richiesto un po’ di tempo in più. Perciò abbiamo prima costruito un progetto politico, dialogando e ascoltando partiti, associazioni, movimenti civici pennesi e cittadini, e adesso stiamo individuando le migliori personalità che possano rappresentare tale programma e soddisfare la richiesta di discontinuità che abbiamo riscontrato. Il candidato sindaco, che a breve verrà ufficializzato, non sarà solo il candidato del Pd, ma di una base politica assai ampia».
Quali sono i nomi in ballo per il ruolo di candidato sindaco Pd?
«Di nomi non ne faccio per rispetto delle persone coinvolte, ma posso anticipare che l’intera coalizione ha lavorato per individuare una figura che possa rappresentare una novità per la scena politica pennese».
A più riprese è stato fatto il nome dell'imprenditore Fernando D’Annunzio come possibile candidato a sindaco del Pd, cosa c’è di vero?
«Fernando D’Annunzio in questi ultimi mesi è sempre stato, pur da non tesserato, al fianco del PD e a quello dell’intera coalizione, portando avanti un duro e puntuale lavoro di cucitura, tra realtà che parevano assai distanti tra loro. Lo ringrazio pubblicamente per quanto fatto e per quanto farà».
Continua il dialogo con altre forze politiche?
«Il dialogo è sempre stato al centro della nostra azione politica, tanto che proprio da questi incontri abbiamo sviluppato assieme agli interlocutori non solo un programma elettorale ben chiaro e definito, ma un vero e proprio manifesto per la Penne del futuro».
Quante liste troveremo alle prossime elezioni?
«L’amministrazione uscente arriverà all’appuntamento elettorale con profonde lacerazioni interne, interi pezzi della giunta hanno già pubblicamente preso le distanze da essa. Non è ancora ben chiara la posizione che questi fuoriusciti ricopriranno. Come Pd lavoreremo fino all’ultimo per ricompattare l’intero centrosinistra».
C'è chi dice, tra gli avversari politici, che il Pd non riesce a superare il vecchio modo di far politica.
«Il Pd è il bersaglio preferito tanto dalle compagini di destra che da quelle più a sinistra. Resta l’unica realtà partitica organizzata e ben identificabile».