Cannabis a uso terapeutico Sono centinaia i pazienti

27 Settembre 2019

Le Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila e Teramo prevedono i rimborsi A Pescara e a Chieti, invece, per ora i costi sono a carico del paziente 

L'AQUILA. Anche in Abruzzo si può far uso di cannabis a scopo terapeutico. L'impiego curativo è previsto dal decreto 109 del 2016, a firma del commissario ad acta della Regione. Ad oggi, sono centinaia i pazienti in cura, che hanno accesso a sostanze a base di cannabinoidi su prescrizione medica, direttamente in farmacia, attingendo al sistema sanitario nazionale. Lo possono fare i malati di sclerosi multipla, di alcune forme tumorali, di lesioni al midollo, ma la casistica per il rimborso del “farmaco” è variegata. Alcuni prodotti non sono, infatti, rimborsabili. A prescrivere la cannabis per uso medico sono autorizzati solo i reparti di neurologia, i servizi di terapia del dolore o per le cure palliative e i centri per la sclerosi multipla.
QUI L'AQUILA. Nei primi sei mesi di quest'anno sono stati 92 i pazienti trattati, o attualmente in cura, con cannabis alla Asl di Avezzano- Sulmona- L'Aquila. «Di questi», fa sapere l'azienda sanitaria, «32 hanno diritto al rimborso del costo del prodotto, mentre 60 devono sostenere a proprio carico le spese. Le indicazioni per cui si ha diritto al rimborso sono sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale con resistenza alle terapie convenzionali in pazienti affetti da sclerosi multipla con punteggio scala Nrs uguale o maggiore a 5, dolore cronico contro il quale risultano inefficaci le cure convenzionali, riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome Gilles de Tourette, che non può essere ottenuta con trattamenti standard». Non sono invece rimborsabili i prodotti per analgesia in patologie sclerosi multipla e lesioni del midollo spinale resistenti a terapie convenzionali, anche con punteggio Nrs inferiore a 5, radioterapia per Aids, stimolanti per l’appetito in pazienti Aids e oncologici e anoressia nervosa non curabili con trattamenti standard. E ancora, prodotti con effetto ipotensivo per il glaucoma resistente a terapie convenzionali e analgesia del dolore cronico, il cui trattamento con antiinfiammatori non steroidei e cortisonici o oppioidi si sia rivelato inefficace. «All’unità operativa della farmacia della Asl, all’ospedale San Salvatore dell'Aquila», spiegano ancora, «arrivano sia i piani terapeutici redatti dagli specialisti, necessari per le verifiche e i controlli, sia le ricette spedite nelle farmacie in cui il paziente acquista i prodotti, al fine di attestare la rimborsabilità».
QUI PESCARA. Seguendo le indicazioni della normativa nazionale la Asl di Pescara intende consentire l’erogazione di terapie a base di cannabis ma in questo momento non è ancora possibile, mancando un provvedimento regionale che legittimi l’Azienda a farlo. Si attende, infatti, un decreto che non è stato ancora emanato e che deve disciplinare questo ambito, dopo una legge regionale e un decreto commissariale che hanno già previsto l’erogazione di terapie a base di cannabis a pazienti in particolari condizioni. La richiesta dei pazienti per ottenere gratuitamente la cannabis a fini terapeutici c’è e quindi la Asl ha provato comunque ad avviare un percorso aziendale per farsi carico di questa spesa. A luglio, cioè, si è rivolta a Federfarma per valutare la possibilità di stipulare una convenzione finalizzata proprio a fornire le terapie ai pazienti, ma la risposta è stata negativa. E di recente il Servizio farmaceutico regionale ha comunicato alle Asl di sospendere qualsiasi procedura in attesa che arrivi un provvedimento della Regione. Per ora, quindi, le spese restano a carico dei pazienti.
QUI TERAMO. Sono diverse decine i pazienti che fanno uso di terapie a base di cannabinoidi all'ospedale di Teramo. Come stabilito dalla Regione ora solo i centri di neurologia, terapia del dolore e oncologia possono prescrivere simili terapie. «Utilizziamo un farmaco chiamato Sativex nei casi di spasticità e di sclerosi multipla», spiega il primario della Neurologia, Maurizio Assetta, «a questo si sommano farmaci galenici (cioè preparati in farmacia) che si possono prescrivere anche in altri casi, come epilessia, anoressia nervosa, tic». Anche il centro di terapia del dolore del Mazzini utilizza i cannabinoidi. «Oltre al Sativex ci sono in diverse formulazioni: in filtrini, compresse, olio o in forma inalatoria (tramite dispositivi particolari in uso nelle farmacie)», spiega Roberto Berrettoni, responsabile del centro, «si prescrivono nei casi previsti dalla normativa regionale emanata dall'assessorato alla sanità. E quindi ad esempio nel dolore neuropatico cronico che non risponde agli oppioidi, nella sindrome di Turett, nella spasticità o nella fibromialgia, anche se in quest'ultima forma non è rimborsabile. Si può dire che sul dolore non ha effetti superiori ai farmaci oppioidi, ma funziona su rilassamento muscolare, insonnia, o ad esempio su fa chemioterapia per la nausea».
QUI CHIETI. Diversa la scelta della Asl di Lanciano- Vasto- Chieti che « si rifà alla norma nazionale, rispettandone le linee guida sulla prescrizione». «Pur venendo prescritti dai medici», fanno sapere dalla Asl, «i farmaci sono però a pagamento». Il responsabile della Terapia del dolore della Asl teatina, Amedeo Costantini, specifica che «i farmaci a base di cannabinoidi vengono prescritti, ma non a richiesta del paziente. Questo tipo di terapia viene preso in considerazione dai medici soltanto quando il paziente ha esaurito tutto il suo percorso terapeutico e non risponde più ad alcun trattamento terapeutico».
Antonella Formisani
Flavia Buccilli
Arianna Iannotti
Monica Pelliccione
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