Cantierabili 54 milioni per i lavori anti-alluvione

5 Novembre 2015

Via del governo al progetto annunciato nei mesi scorsi dal governatore D’Alfonso per mettere in sicurezza i centri dell’area metropolitana attraversati dal Pescara

PESCARA. Si faranno e potranno diventare subito cantierabili le cinque vasche di contenimento per evitare le esondazioni del fiume Pescara e gli allagamenti nei centri dell’area metropolitana attraversati dal corso d’acqua. Sono stati firmati ieri, a Palazzo Chigi, gli accordi di programma quadro con il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, rappresentanti del governo, presidenti di Regione e sindaci. Si parla qui delle opere per rendere più sicure le principali città italiane dal rischio rappresentato dalle alluvioni, con una progettazione definitiva o esecutiva.

Sono 33 i progetti antiemergenza, dei 132 complessivi, immediatamente cantierabili. Tra questi, c’è anche quello di Pescara per 54,8 milioni di euro. I commissari di governo contro il dissesto idrogeologico hanno la disponibilità delle risorse stanziate per realizzare le opere. Sono 654 i milioni di euro che l’esecutivo ha deciso di investire in prevenzione e sicurezza. Per il contenimento del fiume Pescara, i lavori sono previsti tra Cepagatti e Chieti, a Rosciano e a Manoppello. Si tratta certamente di una grande opera a difesa di zone a pericolosità molto elevata, che dovrebbe funzionare anche a Pescara. L’annuncio del finanziamento era stato dal governatore Luciano D’Alfonso, a fine luglio. Di ieri la conferma del governo che le opere potranno presto partire con l’obiettivo di mettere in sicurezza il fiume.

È dall’alluvione del primo dicembre 2013 che l’incubo degli allagamenti si ripete ciclicamente, a Pescara e nei centri che si affacciano sul fiume.

Cinque anni di lavori, questo il tempo previsto per ultimare il progetto. Le vasche di contenimento, spiegano i tecnici che hanno elaborato l’intervento, sono opere idrauliche realizzate per ridurre la portata delle piene del fiume tramite lo stoccaggio temporaneo delle acque di piena in aree adiacenti, separate dal fiume.

Per realizzare gli interventi non sono previsti espropri. Un particolare questo che lo stesso D’Alfonso ha annunciato come grande elemento di novità rispetto al passato. La Regione, infatti, non comprerà i terreni per realizzare le vasche. «Se comprassimo le terre spenderemmo 34 milioni e ne avremmo solo 20 per fare le opere», ha detto il governatore, «invece, noi cambiamo questo modo di operare».

Non ci saranno espropri, se non per la realizzazione degli argini, quindi non per tutta l’ampia superficie della vasca di contenimento che potrà continuare a essere coltivata dai privati titolari dei fondi.

Per costruire le vasche, saranno tagliati alberi, ma è già prevista la piantumazione di 9 ettari di boschi in più rispetto a quanti ce ne sono oggi. Sarà inoltre costruita una pista ciclabile di due chilometri che collegherà la località Villa del Duca, nel territorio comunale di Chieti, e il ponte di Villareia (Cepagatti).

La realizzazione di vasche di compensazione interessano una superficie di un milione 300mila metri quadrati, con una capacità di sette milioni di metri cubi di acqua. Le casse saranno dotate di paratie gestite da una centrale di controllo operativa 24 ore su 24.

«Il bando di gara» ha spiegato il presidente D'Alfonso subito dopo la firma dell’importante accordo di programma con il governo, «sarà pubblicato entro i prossimi 180 giorni. Quella sul fiume Pescara sarà una delle più grandi opere di messa in sicurezza fluviale mai fatte finora in Italia».

Alle cinque vasche di espansione se ne aggiungerà un’altra che sarà realizzata nella zona di Santa Tersa di Spoltore dalla società Energia Verde che è già titolare di una centrale elettrica sul fiume.

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