Canzoni di Vasco Rossi e lacrime per Andrea: un esempio di forza

Ultimo abbraccio al 25enne morto in moto a Fossacesia, appello del papà ai giovani: non arrendetevi Il dolore della fidanzata ferita nello schianto: non avrei mai pensato di trovare un ragazzo così bravo
PESCARA. Lacrime, applausi e tanta commozione, ieri mattina, nel parco dei Gesuiti per l’ultimo saluto ad Andrea Costantini, il 25enne pescarese morto, domenica mattina, in un tragico incidente. In sella alla sua moto, stava andando a Vasto a tifare per la sorella Silvia, impegnata nei campionati nazionali di beach volley. All’altezza di Fossacesia, durante un sorpasso, lo schianto con una Fiat Panda, guidata da una 47enne lancianese e in un attimo l’inferno. E in quell’inferno c’era anche la fidanzata Chiara Di Renzo, che viaggiava con lui, rimasta per fortuna ferita in maniera non seria. Due giorni fa, le dimissioni dall’ospedale di Pescara con 30 giorni di prognosi e ieri, con i segni evidenti sul corpo e sul volto della sua sofferenza e non solo fisica, ha voluto esserci dall’inizio alla fine, nonostante la carrozzella, nonostante le braccia e le gambe fasciate, nonostante il caldo afoso, sostenuta attimo per attimo dalle sue amiche. All’arrivo nel parco, alle spalle della chiesa di Cristo Re, l’abbraccio affettuoso e commosso di papà Paolo, ufficiale della polizia municipale, presente quasi al completo con il comandante Danilo Palestini anche in alta uniforme. Nell’area allestita per la cerimonia funebre, officiata da padre Rosario, amico della famiglia, molti rappresentanti delle forze dell’ordine e dell’amministrazione comunale con il sindaco Carlo Masci nelle prime file vicino alla mamma di Andrea, Sabrina Bonnici, alle sorelle Silvia, Elena e Alessia e ai parenti più stretti. Fra gli altri, c’erano l’assessore Luigi Albore Mascia, i consiglieri Alessio Di Pasquale, Fabrizio Rapposelli, Piero Giampietro, Claudio Croce e poi Enzo del Vecchio e Gianni Melilla. Ma c’erano soprattutto i tanti amici del ragazzo, quelli di sempre, i colleghi di lavoro, quelli di scuola e dello sport.
Sotto l’altare e vicino alla bara, mazzi di fiori e un grande striscione: “Niente potrà cambiare l’affetto che ci lega”. Tutto intorno le fotografie dei suoi momenti più belli e spensierati, al mare, in montagna, durante le vacanze, con i suoi affetti. Ma a rimbombare nel parco sono state soprattutto le parole di papà Paolo. Parole rivolte proprio agli amici di Andrea e in generale ai giovani. Un invito il suo a non arrendersi mai: «Voi sapete», ha detto, «che Andrea ha avuto un passato non facile, ha conosciuto l’inferno, ma da quell’inferno ne è uscito con la forza e la determinazione. Quando credete di non farcela, pensate a lui, a lui che ce l’ha fatta. Pensate che con la vostra forza potete ottenere ciò desiderate. Andrea aveva trovato la sua vita ideale. Reagite». Una vita di cui da un po’ faceva parte Chiara che ha tenuto a raccontare quello che era Andrea e la sintonia nata da subito tra loro: «Nella mia vita», ha riferito con voce affaticata e a tratti interrotta dalle lacrime, «ho sempre voluto fare troppo cose. E per questo mi dicevano che non avrei trovato facilmente una persona che mi sarebbe stato dietro. Poi ho conosciuto Andrea. Lui era più attivo di me. Fra noi c’è stata all’instante intesa. Mi ha dato tanto. Non avrei mai pensato di trovare un ragazzo così. Io non chiedevo niente e lui mi dava tutte le attenzioni. Per me c’era sempre». Alla fine della cerimonia è stata Chiara a far volare in cielo, con la musica di Vasco Rossi in sottofondo che tanto piaceva al ragazzo, palloncini bianchi e azzurri. Poi l’abbraccio con i suoi genitori e i suoi amici. Quello virtuale di tutti i pescaresi alla famiglia, invece, è arrivato tramite il sindaco: «Non ho conosciuto Andrea», ha detto Masci, «però conosco bene il papà e la mamma. Se somigliava ai suoi genitori, di sicuro era tutto cuore e sentimento. E che era effettivamente così lo dimostrano le tantissime persone presenti. Non ci sono parole per descrivere il dolore e noi in questo momento vogliamo esserci. Questo giorno passerà, ma non l’amore di chi gli ha voluto bene. È una tragedia personale, ma oggi anche di tutta la comunità pescarese».

