Capannone pericoloso a pochi passi dal municipio

4 Marzo 2016

Di Carlo (M5s) raccoglie le preoccupazioni dei residenti del centro e dà l’allarme: «Copertura in eternit rovinata, la bonifica è urgente. La paghi il proprietario»

MONTESILVANO. Rimuovere l'amianto presente a pochi metri dalla piazza principale della città. È l'appello lanciato dal consigliere del Movimento 5 Stelle, Cristhian Di Carlo, all'indomani della scoperta di tre diverse mini discariche abusive contenenti lastre di eternit a Montesilvano Colle. Di Carlo invita l'amministrazione Maragno a prendere provvedimenti anche in merito a una situazione che da anni, ormai, preoccupa i residenti del centro cittadino. Si tratta del capannone di via San Pietro, struttura abbandonata e ricoperta di lastre di amianto in cattive condizioni, quindi, ancora più pericolose per la salute.

«Sicuramente il sindaco, che è sensibile alla tematica», sottolinea Di Carlo, «saprà che a pochi metri dal municipio è presente da decenni un edificio la cui copertura è completamente costituita da eternit ed è visibilmente in pessime condizioni. Tale fabbricato preoccupa ormai da anni i vicini residenti, i quali ci hanno recentemente contattato attraverso il nostro servizio whatsapp per segnalare anche l'incuria del sito adiacente e la presenza di ratti nel quartiere». Il consigliere rimarca che la questione era già approdata sui banchi del Consiglio comunale, nel giugno 2015, quando il gruppo pentastellato aveva presentato un'interrogazione consiliare per ricordare che nel 2010 la Asl aveva già accertato le pessime condizioni dell'edificio e che nel 2014 il dirigente del settore lavori pubblici aveva affidato un incarico esterno per «operazioni di sopralluogo, accertamento e consistenza della copertura in eternit». Ciononostante la bonifica non è mai stata fatta. «La risposta che ottenemmo dall'allora assessore Brocchi», prosegue Di Carlo, «fu testualmente: "Ho ricordato al dirigente che nonostante le pezze al sedere del Comune di Montesilvano (...) non possiamo dire non ci sono le risorse quindi non lo faremo mai». E ancora: "Se il privato non interviene mai non è che rimane impunito e l'amministrazione pubblica si gira dall'altra parte. Bisogna intervenire e fare quello che prevede la legge". Fummo soddisfatti della risposta ottenuta, ma come spesso accade con questa amministrazione, mancano i fatti».

Di Carlo chiede quindi al sindaco di «mettere in sicurezza quella autentica bomba ambientale, per poi addebitare i costi al privato».

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