Capitale del libro Pescara non ce la fa: la scelta è per Ivrea

17 Febbraio 2022

Il sindaco Masci: «Ci abbiamo creduto, ritenteremo presto» Franceschini: progetti tutti interessanti, attuateli comunque

PESCARA. Pescara non ce l'ha fatta. La Capitale italiana del libro 2022 è Ivrea. Ieri pomeriggio, il ministro ai Beni culturali Dario Franceschini, insieme a Marino Sinibaldi, presidente del Centro per il libro e la lettura, nonché della commissione che ha giudicato i progetti, hanno comunicato in streaming l’esito della selezione. Pescara si contendeva il titolo con altre sette città: Aliano, Barletta, Costa di Rovigo, Nola, Pistoia, Pordenone e Ivrea. «Ci abbiamo creduto e ci abbiamo provato. Pescara capitale del libro è un appuntamento solo rinviato, perché su scala nazionale abbiamo dimostrato la validità del progetto e le nostre grandi potenzialità per la cultura e i grandi eventi. Ritenteremo nel prossimo futuro» ha commentato il sindaco Carlo Masci che ha seguito in diretta la proclamazione, insieme allo staff che ha lavorato alla candidatura: l’assessore alla Cultura Mariarita Paoni Saccone, la responsabile del progetto Gabriella Pollio, le funzionarie Daniela Luciani e Marcella Di Bartolomeo. Pescara aveva partecipato con il progetto Città Libro che prevedeva la realizzazione della biblioteca civica nel Circolo aternino, una caccia al tesoro di libri, la stesura di un romanzo collettivo, un museo di storie, una consulta dedicata all’integrazione, un programma coordinato per i libri usati e una app per le attività.
«Con il tempo si capirà che è un riconoscimento anche essere stati finalisti», ha detto al termine della cerimonia il ministro Franceschini. «Vince una città, ma anche le altre sette si fregiano tutto l'anno del titolo». «Tutti i progetti sono stati interessanti e quindi invito a proseguire ad attuarli, anche al di là della proclamazione», ha aggiunto Sinibaldi.
Dal centrosinistra, arriva la critica di Mirko Frattarelli: «Pescara in questi due anni e mezzo ha indebolito notevolmente le sue politiche culturali. Manca una visione collettiva e che faccia rete». Per il consigliere di centrosinistra due temi «denotano la scarsa attenzione del Comune in merito alla cultura: la mancanza di una biblioteca comunale, promessa in campagna elettorale dal centrodestra e scritta nero su bianco nelle linee programmatiche, e la scarsa attenzione ai festival locali, a cui il Comune destina sempre meno risorse».